Tag: Inediti
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Sidera (XXIII): Ezio Settembri
Alla classe 2° Di voi cosa mi restaalla fine della corsa?Raccogliere quel generososilenzio, di ognunoritratto al proprio banco,ascoltando l’ariache quasi non si muove.E assaporare l’istantedefinitivoprima di andare. * A una poeta Ma quando ascolto la tua vocerotta al microfono, sabato sera,vorrei nel mio silenzioabbandonarmi al rumoredel respiro sul metallo,alla tua…
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Sidera (XXII): Giancarlo Sissa
Famiglia Natale Ormai, va detto, nevica soltantonei cartoni animati ed è così importanteche la città sia piccola e sgangheratacome un paesino dimenticato, comeil disegno di un bambino assonnatochino sul quaderno dei compitio sull’album mezzo strappato, luced’inverno della cucina, ineditaimplacabile manina Nessuno ha mai festeggiato con noiil Natale – era sempre…
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Sidera (XXI): Silvia Giacomini
Fame di annientarsi nel sole.Muto strazio della coscienza. Rimane credersi attesi dagli amati nascosti.Genitori che siete stati tutto. Sdraiarsi sul mare, vagare senza tempo.La barca del sole. Che salpi e mi porti.Andremo dove non ci sono partenze né approdi. Vuoti che pulsano, aghi che scuciono il giorno.Frana nel pugno l’albume…
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Sidera (XX): Giada Giordano
Casa avrà il sapore di una terra lontanaforse un’isola, nel crocevia di strade,vedrà un manipolo di attese colte iericome colsi l’eco dei nostri passiin una terra di confinequesto eterno dirottare verso altre gravitàil mondo, su assi sparsi,e come immagine, sogno,l’ombra delle luminarie tra i cipressidella legna arsa nel caminoil crepitio…
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Sidera (XVII): Anna Ruotolo
Mi hai poggiatola luce nel cuoreun aereo saliva su nell’oscuritàe se non fosse che siamo soliio nella solitudine accendereiil cerchio accesoportato da te.Per anni e anni avevo intesoche qualcosa disegnassei profili degli alberi nell’ombrae ogni direzione fosse nel fuocodi un occhio che sempre ci vede.Quelle piccole maniche nella parte dove…
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Sidera (XVI): Sheila Moscatelli
Non temere la solitudine del lupo,segui le impronte sui ciottoli spezzati.Spacca le abitudini, ricomponi la stradadi passi in pendio sul bordo del silenziofino all’eremo sulla soglia del mondodove suona – eterno – un violoncello. * Crederti fiamma capace di bruciare finoalle dita, di sostare nel tempo degli Dei. Distendermi in…
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Sidera (XIV): Daniela Leone
“Alla vita mia, alla vita mia duci” 1 Mi abiterò. Saprò delle giunture delle ossa della trama della pelle. Quello che avresti dovuto fare (lì dove manchi) Risiedere, annidare. 2 Consegnandoti nella gola t’offro ogni colpo di tosse la bluastra espiazione. 3 Stretta in questa muta gola resti. Il deglutirti…
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Sidera (XI): Stefania Giammillaro
È terra, la miaradici amare e brulle scorrono dentro vene che molti diconovedersi tuttecome dalla pelle scoperte Diventa facile prendere il sanguenotare l’appartenenza al seme * Che ne sanno le case della lentezzadei tetti scoscesi sull’urna mentre il treno avanza tiepidoe disvela cecitàdi frane, sporcizie, smottamenti appena sopra l’estatel’attimo dopo…
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Sidera (X): Valentina Demuro
L’inverno allunga ancora le sue bracciaè così freddo, troppo notteormai per dire che ho paura.Ognuno ha ricamato il proprio misteronon abbiamo avuto tempo per la neve. È un vento storto a direcome volge in male e in nientequesta consunzione povera. Siamo corpi attraversatiterra di nessuno. * Credevamo si fosse apertadi…
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Sidera (IX): Danila Di Croce
Nel dirlo tradirei la sagomaasciutta del vero, ne vendereigli avanzi: tanti pacchi da scartare. Dove, invece, dove si acquistal’accensione degli occhi – improvvisa –che tutto comprende e al tumultodei suoni ribatte ferma: non fruganei cassetti, non asseconda il chiassoimmenso che poi tracima. Si sanel niente di mattini lucidicome specchi, il…
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Sidera (VII): Gianni Antonio Palumbo
Quid de nocte? Custos, quid de nocte?Non aggiorna e vedo buio negli specchi.Non c’è Regno né palco in questa valle.Sei la chiesa sconsacrata, anima mia.Quella in cui il santo ha i piedi nudie la stimmata è il delirio dei suoi occhi. * Lecce – Cripta della Cattedrale Non lasciare che…
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Sidera (V): Carola Allemandi
Noi passiamo evanescenti: sotto archisoleggiati, cercando l’ultimaconciliazione, la promessa di un’erapiù grandiosa. Nessuno ci domandaquesto ruotare attorno del pensierocosa sia all’estremità impossibiledi eventi che non raggiungeremo.Come può essere importante un momentoche ci giunge vuoto: noi nell’acquacontro il muro, una distesa semibuiache ci vuole più presenti, in assolutacoscienza. Da qui sentire…