Sidera (XIV): Daniela Leone

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“Alla vita mia, alla vita mia duci”

1

Mi abiterò. Saprò delle giunture delle ossa

della trama della pelle. Quello che avresti dovuto fare

(lì dove manchi)

Risiedere, annidare.


2

Consegnandoti

nella gola

t’offro ogni colpo

di tosse

la bluastra espiazione.


3

Stretta

in questa muta gola

resti.

Il deglutirti (è cosa difficile)

sarebbe cosa facile

(preferirei) dirti cicuta

berti senza debiti.


4

Qui il tuo ricordo azzanna

ancora oggi

quando a morsi

morsi

lenta.








Daniela Leone nasce nel dicembre 1991 in Sicilia. Fondatrice e Direttrice della rivista di poesia L’Altrove, ha costruito nel tempo uno spazio editoriale dedicato alla riflessione sulla poesia contemporanea. Il suo percorso professionale si articola tra più ambiti: lavora come social media manager e web content editor, occupandosi della comunicazione digitale e della produzione di contenuti per il web. Parallelamente, coltiva una passione per la grafica, che le permette di curare anche gli aspetti visivi e formali dei progetti editoriali. La sua attività si colloca all’intersezione tra cultura letteraria e linguaggi digitali, nell’intento di favorire la circolazione della poesia e del pensiero critico anche attraverso i canali della comunicazione contemporanea.