Sidera (VII): Gianni Antonio Palumbo

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Quid de nocte?

Custos, quid de nocte?
Non aggiorna e vedo buio negli specchi.
Non c’è Regno né palco in questa valle.
Sei la chiesa sconsacrata, anima mia.
Quella in cui il santo ha i piedi nudi
e la stimmata è il delirio dei suoi occhi.

*

Lecce – Cripta della Cattedrale

Non lasciare che io guardi i teschi.
Ombre di morti in cripta barocca.
La Sfortuna è una larva che s’appicca,
ché negli scheletri è in agguato
il Tempo ferito il Tempo slabbrato.
Allora non stupire se la clessidra
al tuo buio s’incanta e s’inceppa.
È la magia di un demone scaltro
che ben sa lanciare i dadi.
Mostrami semmai la luce,
questo treno che vanisce al sole
di un mandorlo che non conobbe fiore.

*

Tra cielo e terra

Su ali d’angeli verrà l’inverno.
Sarà come se il cielo
non ci avesse già respinto tante volte.
La Grazia non avrà più il sapore
di una preda acerba svaporata
in un frutteto a notti e nebbie.
O forse l’angelo non giungerà.
E che non fu sempre sterile
il grembo di Rachele non consola,
perché filo d’ortica è il nostro passo.

*

Qualcosa di terribile ed oscuro

Perché i colombi sono inquieti
e l’aria non si muove?
Qualcosa di terribile e d’oscuro
con il silenzio viaggia nel pineto
nascondendosi tra spire d’afa e il sole.
Ma gli alberi lo sanno.
Conoscono il segreto
dell’ora che distrugge.
Noi soli l’inquietudine dilania.
Livorno resta immobile
come una donna antica
e tutto – tutto – oggi può accadere.
Anche il diluvio della Grazia.








GIANNI ANTONIO PALUMBO (giannipalumbo78@virgilio.it)
Alfiere del Lavoro, molfettese. Professore associato in “Letteratura italiana” presso il DISTUM dell’Università di Foggia, insegna “Filologia della letteratura italiana” e “Metodologia della critica letteraria” nel CdS di LM “Filologia, Letterature e Storia” e “Letteratura italiana” nei CdS di LT “Scienze dell’Educazione e della Formazione” e “Patrimonio e Turismo culturale”. Ha curato l’ed. critica di opere di Giovan Battista della Porta, Pellenegra, Cocorella e quella dei racconti di Antonio Fogazzaro. Direttore artistico della “Notte bianca della Poesia”, direttore editoriale de “La calce e il dado”, è pubblicista e redattore di “Kamen’”, “Menabò”, “Le parole di Fedro”, “Quindici”, “Luce e Vita” (per cui cura la rubrica di poesia metafisica “Riflessi”). Suoi lavori più recenti l’edizione delle Rime di Isabella Morra (Stilo, 2019) e de La Grazia di Dino Terra (Marsilio, 2023), il romanzo Per Luigi non odio né amore (Scatole Parlanti, 2020), il dramma Le ombre, la silloge Il tempo della carestia (Tabula Fati, 2024), la curatela della collettanea di saggi su Anna Santoliquido In ascolto ai crocicchi (Solfanelli, 2025). Come Giano bifronte critico, è artefice del blog di critica Giano Bifronte