Casa avrà il sapore di una terra lontana
forse un’isola, nel crocevia di strade,
vedrà un manipolo di attese colte ieri
come colsi l’eco dei nostri passi
in una terra di confine
questo eterno dirottare verso altre gravità
il mondo, su assi sparsi,
e come immagine, sogno,
l’ombra delle luminarie tra i cipressi
della legna arsa nel camino
il crepitio del fuoco e l’odore
della resina lavata nel mattino
sotto la pioggia un gomitolo di case
tra le prime nebbie e il sole
crepuscolare sarà come la quiete
la radura che tinteggia a notte Roma
che illumina te che mi osservi
e questo dirsi nudi, questo raccontarti
di me, di questo nostro viaggio.
*
Qui giace l’ora della vendemmia,
del grano non più maturo, le sementa.
Qui è dove ti trovo e scrivo
di te, di questi non troppi anni.
Altrove ho lasciato questi passi
si accavallassero e scrivo
di questo lungo lascito che è la vita,
dell’uomo non più maturo, di chi con lui
cammina, ricurvo,
come all’alba dei suoi anni.
Rivedere nelle molte primavere
così simili questo nostro giorno
e sapere di ogni piccola specie
ogni habitat, così coglierne
la poesia che segue;
ma tu vieni un giorno che ti aspetto
e abbraccia persino questo mondo
che a tratti ignoro, chi pure non conosco,
e guardalo tornare a casa, alla semina
che altrove, più avanti, rincontreremo,
e alle altre vie che non conosco,
che non comprendo.
*
A lungo credere di avere visto
questo seme antico
germogliare dove ieri seminasti
l’alloro, il mandorlo in fiore,
tra schiere di margherite e primule
al vento, nella mano che si protese
acerba, nella natura che viene
in controluce, come questi anni
a ricordo del secolo
già scorto nei tuoi occhi
e che oggi saluta
questo cielo così insorto
il caro sogno di un avvenire
come per le migliori cose
maturo, di tutto ciò che da sempre
più cerco, che più mi corrisponde.
*
Anche se facessi cento di quei gradini spessi poco alti,
che conducono verso casa e te
e sanno un po’ del miglior tempo a me più vicino,
del giorno che avanza sconosciuto
unicamente appeso in questa vita
che segna da spartiacque
ad ogni mia, tua stagione.
Anche se fosse di questa un’immagine
poco limpida, ma evanescente,
e ogni passo sarà un ricongiungere l’attesa
salvifica salvarti da me, pregare Dio,
dirti sopraggiunta, così guardarti
come ti guardo stasera
in questo tempo che pure muore
e non sa del flebile che lo contorna,
del poco umano.
Fuori è una guerra e tu dentro sei figlia,
poi basterà come mi basta una carezza
e il vortice che mi attornia, quel crepitio inconsueto
di cui conosco l’ora, il silenzio,
e muto ogni tuo passo quando è sera
e a casa non torna come la promessa
del mondo che ieri immaginavi e oggi sogni
per me.
Giada Giordano nasce a Roma nel 1989.
A tredici anni vince la Menzione d’Onore al Concorso Nazionale di Poesia “Un fiore per voi”, indetto dal Comune di Cervia.
Nel 2014 viene selezionata al corso di scrittura creativa indetto da Rai Eri.
Nel 2015 vince il Poetry Slam al Roma Fringe Festival.
Suoi testi sono apparsi sulle riviste online e cartacee “Atelier online”, “Voce Romana”, “Euterpe”, “Patria e Letteratura”, “Poetarum Silva”, “Our Poetry Archive”, “Galaktica Poetike Atunis”, su “Arcipelago Itaca blo-mag”, su “L’Astero Rosso, luogo di attenzione e poesia”, su “Fara Poesia”, su “Poetrydream” di
Antonio Spagnuolo, sul “Journal of Italian Translation” dell’Università di New York, sul “Periodico de Poesia” dell’Università del Messico, su “Gradiva. International Journal of Italian Poetry” con sede a New York e su “La Repubblica” di Bari. Un ulteriore componimento poetico figura negli Archivi del Centro Nazionale Studi Leopardiani. Alcune sue poesie sono state tradotte in spagnolo dal Centro Culturale T. Modotti. Un suo testo è apparso in occasione dell’Anniversario di Verso Libero, altri estratti di una sua raccolta su “L’Altrove – Appunti di Poesia”, su ABC DEA SABINA, un sito web della SABINA e della
Campagna Romana e Reatina, oltre che su “Periscopio”.
Ulteriori suoi testi sono apparsi su riviste estere: in Germania, Spagna, Egitto, Bangladesh, Tagikistan, India, America.
“A mio figlio”, una selezione di poesie dedicate al figlio, è apparsa anche su testate giornalistiche online.
Alcuni suoi testi sono stati pubblicati sulla Rivista Internazionale “Il Convivio”. Altri, tradotti in polacco.
È risultata finalista in vari premi di poesia: Tea Poetry 2015, Premio Belli 2016, Premio Mario dell’Arco 2017, Premio Versus Sulmona 2017 e Premio Arcipelago Itaca 2017.
Per la narrativa un suo testo figura sul Periodico di Informazione e di Attualità di Teramo “Navuus”, su“Morel – Voci dall’isola” nel mese di Dicembre 2025, su “Le Parole di Fedro” a cura di Sergio Daniele Donati, ed un ulteriore testo è prossimo alla pubblicazione su “Suite Italiana”.
Ha ricevuto Menzione di Merito per essere tra i migliori Laureati Italiani in Camera dei Deputati dalla Fondazione Italia USA.
Le è stato conferito il “Premio Agape Caffè Letterari d’Italia e d’Europa 2025”, premio assegnato a diverse personalità del mondo della cultura e del giornalismo.
Le è stato inoltre conferito il Gran Premio della Giuria nella sezione Poesia Inedita del Premio Nazionale “Ossi di Seppia 2026”.
