Ineffabile (XXVI): Sandro Penna e Giorgio Caproni

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Sotto il cielo di aprile la mia pace
è incerta. I verdi chiari ora si muovono
sotto il vento a capriccio. Ancora dormono
l’acque ma, sembra, come ad occhi aperti.
Ragazzi corrono sull’erba, e pare
che li disperda il vento. Ma disperso
è solo il mio cuore cui rimane un lampo
vivido (oh giovinezza) delle loro
bianche camicie stampate sul verde.

(di Sandro Penna, da Poesie, Firenze, collezione di «Letteratura», Parenti 1939)

*

Ah, giovinezza,
come fu fragile il vento,
fra i rami, della tua voce.
Le corse, le sassaiole
a picco sulla specchiera
in frantumi dell’acqua – le bocche
trafelate, le risse
per amore, i boschivi
sguardi quasi marini
lampeggianti fra il grano
già biondo. Oh, altezza
mai più raggiunta dal fuoco
del cuore. Ti penso
col mio linguaggio di allora,
ma a freddo, lo sento dal suono
– sul marmo – di moneta falsa.
Oh stanchezza, stanchezza

(di Giorgio Caproni, da Poesie disperse postume, in ‘L’opera in versi’, Meridiani Mondadori, 1998)













In copertina, di Vincent Van Gogh, Salici al tramonto, 1888, Olio su tela su cartoncino. Esposto in MUDEC Museo delle Culture.

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