Massimo Scrignoli, Regesto 1979 – 2009 (Book Editore 2014)
Del guscio intatto di un uovo
trovato più avanti nel vicolo per Athos
conservo, non visto, il peso
la linea odorosa appesa all’orizzonte
della parola, del rumore che non è nome.
Tienilo tu
ancóra per un poco,
appena di poco
sotto le palpebre.
*
Polveri
Sarà per la leggera resistenza
dei bordi di questa voce illune
che restituisce ai sogni
minute di notti
ma dal lato in ombra del sonno
si rinasce un poco più curvi
e si va a cercare nella cenere delle rose
l’eco di un dolce odore dolente,
un risveglio
sottovoce.
Davvero
ognuno avanza verso un dio silenzioso
portando in dono la memoria di un inganno,
gli odori di un margine così distante
da anticipare la nostra visita
per suggerire un brusio di luce
a sua somiglianza.
*
Nel nome
Oggi la bellezza si è presa il tuo nome.
È entratanell’insidiadiunamelainfiammata dal profilo felino del bosco.
La riconosco dal sonno dei gatti
rimasto sulla finestra, la sua figura
è nello stesso rumore
che indugiava sulle vibrisse.
So che si accenderà nel sonno
come fa l’innocenza
quando nel ritratto di un dolore
sfuma piano dal viso
fino al centro della nostra distanza.
*
Tentazione della polvere
È per la tentazione della polvere
che ritorni ogni giorno.
Con un saluto ti sporgi dallo specchio
poi accosti indecisa tra il congedo
e il naufragio. Eppure,
se qualcosa si avvicina
qualcosa svanisce,
come il viaggio svola dal mare
quando l’onda si ritira.
Potessi un giorno donarti
l’intera aria di questa vita.
Questa sola
senza pegno né destino
iniziata sette volte, il tempo di un segreto
o di un angelo
il più piccolo frammento.
*
La timidezza del pavone
Di solito la differenza accade
tra mezzogiorno e un fiume
quando il sole corrode la pazienza
dei sogni e anche la strada si nasconde
dietro la sete di occhiali scuri
dove l’umiltà infinita delle muffe
insegue i sospetti dell’inverno.
Accade. E succede anche quando
seguiamo in silenzio la scia
di un aereo lontanissimo. Di solito
io riesco soltanto a immaginare
insegne sulle ali e vólti che salutano, tu
invece li vedi uno ad uno e unisci alle parole
i frammenti, gli spigoli perduti, avvicini
le vibrazioni delle ali
alle nuvole.
È una differenza leggera, breve
come la primavera di tutto. Eppure
basta a distinguere la timidezza del pavone
da chi conosce il rapimento di volare,
cadendo..
Massimo Scrignòli (1953), bolognese di adozione, vive in provincia di Ferrara, sulle rive del Grande Fiume. Nel 1987 ha fondato la Book Editore, che tuttora dirige. Ha pubblicato diversi volumi di poesia: da Notiziario tendenzioso (1979, con pref. di G. Raboni) a Lesa maestà (Marsilio, 2005), fino a Vista sull’Angelo (2009), raccolti in questo Regesto. Sue poesie sono tradotte in inglese, spagnolo, portoghese, croato. Già finalista al Premio “Viareggio” e vincitore del Festival di Poesia “San Pellegrino”, nel 2006 e nel 2009 ha rappresentato l’Italia all’International Poetry Festival di Zagabria. A testimonianza di una costante attività letteraria e culturale, anche come “compagno di viaggio” di artisti contemporanei, sono prestigiose edizioni d’arte in cui suoi testi vengono affiancati da opere di pittori di fama internazionale come Baj, Benati, Nasilli, Pozzati, Bonalumi. Nel 2019 è uscito il volume in prosa poetica Lupa a Gennaio.
