Sidera (XXI): Silvia Giacomini

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Fame di annientarsi nel sole.
Muto strazio della coscienza.

Rimane credersi attesi dagli amati nascosti.
Genitori che siete stati tutto.

Sdraiarsi sul mare, vagare senza tempo.
La barca del sole. Che salpi e mi porti.
Andremo dove non ci sono partenze né approdi.

Vuoti che pulsano, aghi che scuciono il giorno.
Frana nel pugno l’albume dell’onda –
a cosa aggrapparsi?

Sulla soglia tra i mondi
abitare in segreto la propria abdicazione.

*

Quanto lento sia e penoso questo bussare
lettera per lettera alla porta logora
degli svelamenti e degli inganni
quanto inclini alla prepotenza della neve
il duello tra l’inerzia e l’elastico rotto
del braccio ostinato
meglio non dirselo se
ci si regge a un filo d’erba.

*

Bocca sigillata, vetro dove scivolano
sentieri come suoni che si slabbrano nel rosso
delle stelle esauste, degli espandenti vuoti.

Viaggio alla rovescia, via dal mare.
Tre quarti di luna fantasma. Sulla banchina
una donna fotografa il volo delle rondini.
Troppo stanca per avere pensieri
sono il vuoto in cui si versa una porzione di mondo.

Fuga di girasoli. Livorno,
memoria del pane di seta e dell’isola vicina.
Siamo noi le cose in fuga. Ma chiederemo di riavere tutto,
anche l’azzurra foschia, i meli, le persiane verde scuro.

Non trova appoggio il piede terreno
a ogni passo è già altra la via, altra la carne del sentire,
altri il peso della luce e la misura dell’orma.











Silvia Giacomini ha pubblicato, per la narrativa, Pozzanghere e bagliori, La metamorfosi delle cose (Progetto Cultura nel 2011 e 2015), I pellegrini dell’assurdo (Il Convivio Editore, 2025) e per la poesia La sirena discorde (Edizione Ape, 2012), Il sangue del cielo (Italic Pequod, 2014), La tentazione di essere vento (La vita felice, 2014), Mal Bianco (Ladolfi, 2019), Cittadinanza d’altrove (Le Càriti Editore, 2025). Ha pubblicato racconti sulla rivista Fronesis e articoli su riviste online.
Attrice di teatro, dopo aver avviato l’attività della propria compagnia, I desideranti, ha realizzato spettacoli per il Civico Planetario di Milano, per il F.A.I. a Villa Necchi, presso il castello di Padernello (Bs) e il Parco Nord di Milano. Il suo monologo La vestale è stato rappresentato a Milano, Lavena Ponte Tresa, Varese, Buccinasco, Viareggio.
Formatasi in Drammaterapia presso la scuola di Artiterapie di Lecco, ha condotto laboratori di teatro creativo, in particolare nell’ambito delle patologie psichiatriche e delle disabilità.
Dopo aver frequentato corsi serali presso l’Accademia di Belle Arti di Brera ha tenuto mostre personali di incisioni a Varese e Milano, e una mostra fotografica inserita nel Circuito Off del Festival di Fotografia Etica di Lodi.