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Alex Ragazzini: “Un bianco che non s’è mai visto”
La lingua è il teatro in cui si slargano i confini del visibile e il poeta sperimenta le risonanze del limite: sonorità e riverberi di sensi che divengono figurazioni del desiderio, del tempo e della memoria. Queste tre componenti animano la poesia di Alex Ragazzini, la cui cifra peculiare risiede…
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A tu per tu (III) – Raffaela Fazio
Qual è il seme da cui è germinata la tua poesia? Ci sono due semi: la solitudine e il desiderio. La poesia è nata da lì, quando ero bambina. Fin da piccola ho sentito fortemente entrambi, e li ho coltivati. La solitudine, come cassa di risonanza, come spazio concesso allo…
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La lingua degli uccelli (XI) – I rapaci notturni: la Civetta
Con poesie di Salvatore Toma, Giovanni Pascoli, Filippo Pananti e Giampiero Neri Nel precedente articolo de La lingua degli uccelli dedicato nello specifico ai Gufi, specie emblematica dell’ordine degli Strigiformae, più comunemente noti come rapaci notturni, avevo premesso una postilla etimologica, che credo sia opportuno riproporre perché molto attinente alla…
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I maestri (XVII) – Vittorio Bodini
Quando fu l’ora Quando fu l’oragli orologi avevano perduto la vocee la pietra lunare del cui baglioresinistro si era nutrito il mio esilioscivolò in mare dove qualcunoun giorno la troverà, qualcuno che invidioperché sarà come me triste e ilarequand’io non potrò più esserlo. Camminerà sulle rivedei miei pensieri di oracredendo…
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Ineffabile (III) – Bonnefoy, Romano
Una pietra Ci eravamo fatti dono dell’innocenza,Che ha bruciato a lungo soltanto dei nostri corpi,E i nostri passi andavano nudi nell’erba immemore,Eravamo l’illusione che chiamano ricordo. Il fuoco nascendo da sé, perché volereRaccoglierne le ceneri sparse.Il giorno fissato abbiamo reso quello che fummoAlla fiamma più vasta del cielo della sera.…
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“Chissà se anche noi, come le onde, perdiamo il nome giungendo alla riva”: Angelo Andreotti
Da Pietre di passo (puntoacapo, 2023) Te ne accorgi o no che soltanto il presente è il tuo tempo?Un qui e ora così breve da mancarti… mentre il passato è quell’ombra mutache al tramonto ti segue alle spalle e non vuoi trattenere, ma ritornanelle ore più buiecon le quali non…
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Alessandro Anil: “Terra dei ritorni”
L’autore, affidandosi a versi lunghissimi in cui la sintassi non viene mai meno, riesce a trovare il giusto respiro per rappresentare una realtà molto grande dove, accanto a un sentimento di perdita e separazione si intravede la possibilità di un ricongiungimento, l’auspicio di un incontro d’amore. Il mondo che Anil…
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Commento a margine (VIII) – Danila Di Croce
Ciò che vedo è la luce di Danila Di Croce (prefazione Massimiliano Bardotti, peQuod, 2023) Ci si può svestire di desideri,abitudini e parole,lavare e asciugare a fondoogni tristezza, ogni piacere, ma rimane, rimane sempre quell’odorea ricordare quanto ancora manchiper essere davvero nudi. * L’ho detto troppe voltee forse mai davvero…
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“Immagino la fine di un vulcano”: Tamara Vitan
Tre poesie dalla raccolta Accade la luce (FirenzeLibri, 2022) di Tamara Vitan, pubblicata nella Collana Fuori Stagione, diretta da Massimiliano Bardotti, Serse Cardellini e Gregorio Jacopini. Corri dietro al pianto alla ricerca di umide consapevolezze. Corri come se la pioggia avesse gambe di lacrime e i piedi fossero onde infrante…
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Occaso: voci poetiche dal Portogallo (XVI) – Shahd Wadi
È qui tradotto in italiano un componimento in lingua portoghese dell’autrice palestinese Shahd Wadi, con testo originale e nota biografica a seguire. La pioggia di Gelsomini Il mio testo è un popolo. Non dirò. Solo il mai rimuoverà la mia rabbia dopo rabbia dalla sua fossa cava estremamente vuota. Non dirò quanti…

