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Soul (VI): Non c’era uno peggiore di me
C’è qualcosa di disarmante e glorioso nelle parole di Francesco d’Assisi. Non un santo incoronato, non un Dottore della Chiesa o un uomo di chiara dottrina, ma un essere piccolo e rovesciato dall’amore. Quando l’amico Masseo gli chiede come mai la gente lo segua nonostante lui non sia né bello,…
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Il visibile e l’intravisto: una lettura a “La straniera” di Dario Capello
Mario Marchisio legge La straniera (Puntoacapo 2025) di Dario Capello L’alternanza dialettica fra esterni e interni, fra vie affollate o deserte, marciapiedi, insegne, veicoli – e le stanze, il corridoio e gli specchi del proprio appartamento – si profila sin dall’inizio come la spina dorsale di questo nuovo libro di…
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La lingua degli uccelli (XXVII)- Il Pavone, quando troppa bellezza può essere mezza bruttezza
(con poesie di Giovanni Pascoli, Franco Buffoni e Rosita Copioli) Numerosi sono i modi di dire relativi a rappresentazioni, qualità e comportamenti umani che derivano dall’osservazione del mondo animale e, nello specifico, da quello degli uccelli: essere acuto come un’aquila o veloce come un falco, cantare come un usignolo, essere…
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“Senza conoscere la rotta”: due letture di Sheila Moscatelli
Ho scelto di accostare Vedere al buio di Mauro Ferrari e Parola di Isacco di Alessandro Pertosa, due libri di Puntoacapo Editrice, accomunati dal coraggio e dallo sprezzo del pericolo. Libri che aprono interrogativi esistenziali e si fanno carico di restare in piedi in un mondo che si sbriciola di…
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“Opposte verità”: Annalisa Rodeghiero
La nuova raccolta poetica di Annalisa Rodeghiero è articolata come un trittico comprendente testi scritti tra il 2021 e il 2025. Si tratta di brevi, a volte folgoranti, composizioni in versi alternate a prose liriche tese a rievocare un mondo di esperienze contrapposte, di contrasti e approfondimenti esistenziali. In tal…
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Ineffabile (XVIII): Paul Celan e Mariangela Gualtieri
NEL BUIO IMMERSI sono i ciliegi dell’amore,curve a filare le mie dita: come raccolgono l’ombra della rondine?La sua veste, prima invisibile. La sua veste, prima tessuta nel mattino.Per l’araldo del dolore un dono prezioso, presto sfuggitogli di manogiù nel bosco, dove vien sciolta la catena del raggio lunare.Sottratti all’estate sono…
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Sidera (XI): Stefania Giammillaro
È terra, la miaradici amare e brulle scorrono dentro vene che molti diconovedersi tuttecome dalla pelle scoperte Diventa facile prendere il sanguenotare l’appartenenza al seme * Che ne sanno le case della lentezzadei tetti scoscesi sull’urna mentre il treno avanza tiepidoe disvela cecitàdi frane, sporcizie, smottamenti appena sopra l’estatel’attimo dopo…
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Biagio Accardo legge “Cinema Persefone” di Marilena Renda
Recensione a cura di Biagio Accardo “ Ogni cosa bella viene dall’oscurità”, da Cinema Persefone (Arcipelago Itaca) di Marilena Renda L’operazione che Marilena Renda compie con Cinema Persefone (Arcipelago Itaca), libera la poesia da una certa autoreferenzialità, riannodandola al solco del mito, il quale è e resta un linguaggio capace di…
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Commento a margine (XXI): Silvia Rosa
Silvia Rosa, L’ombra dell’infanzia (peQuod 2025, prefazione di Franca Alaimo) Dopotutto voleva solo essere una figlia,una madonnina inviolabile, la principessadella fiaba con lieto fine, voleva unpapà, non importava che non fosse il suo,che non le assomigliasse per niente,voleva guardarlo negli occhi e leggerel’ammirazione mista a orgoglio che facevasbrilluccicare le pupille…
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actinorrize (XI): Marco Vitale
Ciao Marco, ci si incontra sulla pagina dopo una estate (tua) in costante movimento tra presentazioni, reading e momenti di riposo in luoghi incantevoli e incantati, sospesi nel tempo. Leggere ho sempre pensato che nel tuo caso, conoscendo un po’ meglio da due anni a questa parte come scrivi, sia…
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“La casa e altre poesie”: Titos Patrikos
Da La casa e altre poesie (Interlinea 2009) La casa dove sono realmente cresciutoera un appartamento all’ultimo pianodi un palazzo simile ad una navesuperava in altezza tutte le case vicine.Dalla terrazza contemplavamo tutta Ateneo, quando suonava l’allarme e scendevamonel rifugio sotterraneo, io scappavo viae andavo su e giù con l’ascensoreche…
