“Liturgia della distanza”: Roberto Ariagno

Autore/a cura di:

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Roberto Ariagno, Liturgia della distanza (Seri Editore 2026)


conservare la fede negli spigoli
(nella stanza la luce è dura

il paesaggio continua a esplodere

(filo teso la memoria
dalle braccia si impara l’assenza

**

memoria delle fiamme
la carne scandita dalle ore

(nel vuoto del piazzale
non c’è voce

(il ferro freddo dei sedili
quando inizia l’avvenire

**

è offerta allo sguardo
la fine della grazia (le auto passano
intorno all’arco

la bottiglia in fresco nella fontana
quando svita il tappo la mano trema

(arrivare alla cosa
continuare

**

(la prima volta che l’ho vista
dice si passa il fiume
marzo sconfina in rivolta

algebra delle pause
ferma l’aria
l’azzardo delle mani

è acerbo l’inizio
una fitta di luce riconosce il cortile

**

gli inganni della prospettiva
(non ero io
muoversi nella caduta non assecondare
e questo è già successo

​si abita distrattamente la necessità



(per motivi legati all’impaginazione di wordpress non è stato possibile mantenere la disposizione grafica originale dei versi)



Roberto Ariagno. Torino, 2 marzo 1969, insegnante. Ha pubblicato: La sposa boreale, con una nota di Giorgio Luzzi (Book, 1997); Disarmare il nome (italic Pequod, 2017); Il tempo di una muta (Kurumuny, 2020). Tra gli anni Novanta e l’inizio del nuovo secolo ha partecipato a diverse iniziative della città di Torino legate alla poesia. Nel 1994 una sua silloge di inediti viene segnalata al Premio Montale. Nel 2021 è stato ospite di Passaggi Festival a Fano e RicercaBo a Bologna. Suoi testi sono comparsi su riviste cartacee e blog. Oltre alla poesia si è dedicato al teatro a livello amatoriale. È tra i fondatori di una società di produzione cinematografica indipendente in cui opera come sceneggiatore e produttore esecutivo.




Immagine in copertina di Dejan Zakic

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