Sidera (XXIV): Mauro Ferrari

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DOPO LA FINE (Quattro Inediti)

I

E poi tornare, riaccendere un fuoco,
togliere la polvere dal tavolo e sentire
che qualunque cosa sia successo
o non successo, qualunque seme
di male abbia attecchito, è il segno che una vena
inumata al centro della terra sta salendo a noi
per preparare ancora e sempre un’apocalisse.

C’è un fremito che attraversa l’aria furiosa
di aprile o un tramonto mite di luglio,
e aspetta di diventare un corpo e un nome
per afferrare alle spalle d’improvviso
annunciando un inizio o una fine.

E nelle ossa senti l’avanzata di un esercito
possente e silenzioso, che nottetempo
muove e vince una battaglia, o la perde,
e torna in trincea impassibile e inesausto
raccogliendo le forze per farsi strada
nonostante noi, attraversandoci

ancora e sempre, adesso e mai.

II

Polvere nel buio

Succede che improvvisi nell’oscurità
si levino sussurri e da finestre chiuse
filtri un alito di luce a rivelare i passi
di una danza silenziosa, esplosa all’occhio
che cercava solo un po’ di quiete
e trova invece il buio che respira,
squarciato da un fendente luminoso;

allora intendi come ciò
che hai sempre avuto sotto gli occhi,
la materia vile della vita,
sia solo un abbagliante poco
dietro al quale si nascondono
rivelazioni oscure ed armonie esultanti
che solo per se stesse suonano,

frequenze inavvertibili per chi respira
fra sussurri ed urla, presagi
che nessun orecchio o mente
mai sarebbe decifrare.

III

Vorrei essere un angelo caduto
che ha memoria di un Eliso
in cenere e un po’ di nostalgia,
negli occhi ancora il fuoco
che ha appiccato e che ha lasciato
dietro a sé senza voltarsi;

e con lo sguardo di un bambino
accarezzare lo svelarsi di una vita nuova
risalendo i torrenti alla sorgente.

Ritratte le ali, vorrei la sera
disquisire amabilmente
con gli umani, passato il giorno
a soppesare il bene e il male;

godendo del primo, sapendolo
un accidente raro e imprevedibile,
e sorridendo senza biasimo
al secondo, così inevitabile
per nostra natura.
Ma
il cuore dice no, e raggela
specchiandosi nel lurido furioso
di pagine grondanti sangue e lacrime –

la stessa tenebra che so di me
di carne invece ed ossa fatto, guaste.

IV

Le voci dei padri un’eco,
un miraggio il fremito dei figli
nel loro maturare impervio;

nella distanza del profondo,
fra radici e tane
dove il cielo è una lusinga,
è tutto un baccanale di fermenti:

qualcosa affiora a fatica,
viene alla luce – questa accecante,
la frontale che annulla i contorni –
e un attimo gioisce; sente il fresco
della terra sotto il piede,
e volge lo sguardo
a catturare un orizzonte.

Altro ritorna respinto,
si capovolge nell’infinitesimo
precipitando e radicando
dove il buio ha la sua legge:
fallirà di divenire e resterà chimera,
un sogno incandescente o un incubo
che torce i suoi conati eternamente.

(Lassù, tra tuoni e fulmini
e dove gli alberi ti additano
un altissimo mancante, è il vuoto,

menzogne come fuochi che si estinguono.)












Mauro Ferrari (Novi Ligure 1959), direttore di puntoacapo Editrice, in poesia ha pubblicato, da ultimi, Il libro del male e del bene, antologia (puntoacapo 2016); Vedere al buio (ivi 2017); La spira. Poemetto (ivi 2019); Seracchi e morene (Passigli 2024, Prefazione di Giancarlo Pontiggia, Segnalato al Premio Pascoli 2024, Premio Calabria Veneto, secondo al Premio I Murazzi e terzo al Città di Moncalieri, Finalista al Premio Città di Prato). Del 2025 sono la traduzione del poemetto Briggflatts di Basil Bunting (puntoacapo) e il libro di racconti Ora e sempre (Robin).
Ha fondato e diretto la rivista La clessidra e l’Almanacco Punto della poesia italiana (puntoacapo), ora Punto. Officina di poesia (ivi). Ha pubblicato saggi di critica: Poesia come gesto, 1996, e Civiltà della poesia (puntoacapo 2008).
Sul suo lavoro è stato pubblicato il saggio collettaneo L’etica dello sguardo, con contributi di molti autorevoli poeti critici (Macabor 2024). Collabora con le maggiori riviste letterarie anche online, tra cui Pulp Magazine. È nella Giuria di alcuni Premi ed è Presidente della Biennale italiana di Poesia fra le arti.