1.
il dottore dice
ritenta
l’estate
è finita
non serve
il mare
la tinta
la maglia
più corta
guardi il cielo
signora
anche il giorno
adesso
si accorcia
9.
non sei abbastanza zen
per il succo detox del lunedì
i capelli cadono come moda
stagione autunno-chemio
quando chiedono «come va»
rispondi con un rutto
l’eleganza è un lusso
dei corpi sani
14.
le mamme malate camminano scalze
giocano a fare le bambine coi pastelli a cera
si truccano le palpebre come ombre
la sera
ridono piano – non guardano in alto –
ora parlano solo nei sogni
e dicono parole in inglese
hanno lo sguardo di chi già sa
quando dire
bye bye
quando se ne va
23.
ti ripeti che la fine è lontana
ma l’hai già messa a tavola
in forma di lasagna
poi il pollo
sempre troppo cotto
l’insalata
il contorno
la frutta
il biscotto
che spreco
per chi non ha il tempo
31.
kit per l’aldilà (giocattolo 3+)
contenuto della confezione:
– pettine a forcella
– spazzolino con setole gentili
– orologio da polso fermo alle 03:20
istruzioni per l’uso:
1. dichiarare nome – cognome da nubile –
2. altezza (senza scarpe)
3. peso (senza capelli)
4. allegare una foto sfocata dove non si capisca chi sei
preparazione al salto
– tagliare con cura il vestito scelto (dietro sotto l’etichetta)
– stendere le braccia come in volo
vince:
chi ha capito il gioco
34.
non se ne vanno le madri – non del tutto –
sotto l’epidermide radicano a bulbo
ti germogliano le scapole
nei gesti a potatura cieca
nel dire – non voglio essere come lei –
la continui
37.
le mamme nelle bare sono immobili per dovere
e tu pensi che forse anche da vive
non sono andate dove volevano
ma sono più brave adesso
che non sbagliano più il tempo
e possono ovunque senza chiedere il permesso
Con Manuale per mangiare da soli Maurizio Evangelista ci trascina con sé nel viaggio dell’elaborazione del lutto per la morte della madre, con una speranza tanto commovente quanto impossibile: se il dolore cadesse senza colpire / solo cadesse.
La morte è immediatamente annunciata (il dottore dice / ritenta / l’estate / è finita) ma preceduta da una lunga e penosa malattia che l’autore descrive come tragedia pop, con uno stile volutamente straniante e disturbante, utile a dare voce a un dolore indicibile, dove il linguaggio cinematografico opera il tentativo di costruire una distanza sufficiente a nominare la tragedia senza esserne schiacciati, spostandola prima dal vissuto al recitato (interpreta la fine / ma senza riprendere fiato / è previsto dal contratto / – come gli applausi registrati dietro le quinte –) e poi dal singolare al plurale (le mamme malate guardano senza dire / – abbiamo perso anche oggi – / ma sanno cosa pensi quando le senti tossire), dove la mamma diventa le mamme, in un vissuto collettivo che unisce autore e lettore.
Attraverso la liturgia dei pasti, Evangelista trova il modo di portare con sé il lutto e sopravvivere, passando dalla condivisione del cibo con la persona amata, al mangiare da soli (ho imparato a differenziare / carta plastica organico / dolore), con la consapevolezza che l’amore è comunque più forte della morte.
Perché anche quando la morte ci strappa via fisicamente la persona amata, questa continua a vivere in noi (non se ne vanno le madri – non del tutto – / sotto l’epidermide radicano a bulbo.) in un dialogoche diventa unilaterale ma rimane ininterrotto (questa è la vita / che continua / se mi vedi / non fermarmi/ fammi riva).
Poeta e animatore culturale, Maurizio Evangelista vive a Bisceglie.
Con la silloge Mr. Me, pubblicata nel 2022 da Arcipelago itaca e vincitrice del Premio nazionale della casa editrice, avvia un percorso poetico che trova, nel 2024, un significativo riconoscimento con l’inclusione del ciclo di poesie Il tempo che resta nel-l’Ottavo repertorio di poesia italiana contemporanea (Arcipelago itaca).
Attivo anche come lettore critico, collabora con il “Quotidiano di Bari” e con il blog “Pubblicazioni Letterariæ”. Dal 2010 è ideatore, organizzatore e di-rettore artistico della “Notte di Poesia al Dolmen di Bisceglie”.
Ha presentato la propria ricerca poetica in contesti internazionali, tra cui il Festival di poesia di Varsa-via e il Trireme della Poesia Ionica a Saranda.
Il suo lavoro ha ricevuto particolare attenzione in Serbia, dove una sua plaquette ha ottenuto il pre-mio della critica nella città di Sremski Karlovci.
