Roberto Masi: “Tutto è dire una parola”

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foto di Michael Kenna


In Tutto è dire una parola Roberto Masi costruisce un poemetto d’amore che attraversa la frattura, la casa, il corpo condiviso e la sua lenta disgregazione. La vicenda familiare diventa un luogo di mimesi, ciò che crolla fuori coincide con ciò che si incrina dentro. La casa – «oggi è crollata la casa» – è il teatro di una resistenza minima, fatta di gesti, silenzi, oggetti che trattengono e condannano. Il bambino è il punto fermo, la soglia che obbliga a restare, a nominare l’indicibile. La lingua di Masi è tesa, scarna, continuamente riportata al vero: ogni verso cerca una misura, un chiarimento che non arriva. Il poemetto interroga la colpa, la distanza, la ripetizione dei gesti; mostra come l’amore sopravviva nei cocci, nei suoni riconosciuti, nella materia che resta. Alla fine, tutto converge in una sola parola detta insieme, un atto minimo che tenta di salvare ciò che può ancora essere salvato.

Maria Pina Ciancio

Su fogli curvi di un quaderno senza destino
i nostri sguardi hanno atteso un segno:
dove andremo con questa parola?

*

Abbiamo fatto il palco,
schema che torna per vie traverse
per trascurati dettagli.

Dire l’assenza ‒
schemi di oggi su fogli di domani:
tutto è dire una parola,
sopra carta bagnata al pavimento
dove tu la raccogli e di nuovo
la rimetti al passato.

Niente si è ricomposto.
Una decisione,
uno sguardo che dica la verità.

*

Oggi una croce è crollata sul pavimento,
oggi
è crollata la casa.

Le mura hanno franto gli oggetti
e mentre un uomo annunciava bel tempo,
sul grido una gazza è passata oltre il vetro.

Nei tuoi occhi un riflesso
come un lampo di metallo ha detto il dubbio.

*

Di nuovo abbiamo fatto il palco
da un altrove in cui ci siamo rifugiati.

Assenza e resistenza come vertici,
ferite su corpi illusi
dove un tempo sospettavi la felicità.

La nostra fame è il bene perduto:
cos’è un corpo quando demolisce il destino?

*

Abbiamo fatto la lista della spesa. Poche cose.
Una lista segreta di necessità e trascuratezza:
l’essenziale e qualcosa per lui.

Tu non ricordi la lista per come adesso l’osservi,
come scelta,
deragliati dalla noia di questi incerti scarabocchi;

resta uno sguardo sulle piccole cose:
«Le abbiamo ignorate», hai detto sospirando.

(da Tutto è dire una parola, Roberto Masi, marco Saya Edizioni 2026)

Roberto Masi (Firenze, 1975) si muove tra filosofia e poesia. Suoi testi sono apparsi su riviste di settore e collettanee legate all’Istituto Italiano Studi Filosofici di Napoli. Un estratto della sua raccolta, Si dissolva l’opaco (Ensemble) è stato tradotto in lingua serba e pubblicato nell’annuario della Matika srpska. Ha pubblicato inoltre: Eccitare l’abisso – Viaggio sentimentale nella logica del dubbio (Homo Scrivens; Premio Città del Galateo); Fuga dalla ragione – Il pensiero del gorilla (Homo Scrivens; Premio Nazionale di Filosofia le figure del pensiero). Nel 2024 è uscita la sua seconda raccolta poetica Specie domestica (Terra d’ulivi Edizioni).

Sito web dell’autore Roberto Masi