Sillabari (XXVIII) – Casa | Valentina Colonna

Autore/a cura di:

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Immagine: Laurent Chéhère

SILLABARI

Rubrica a cura di Silvia Rosa

CASA | VALENTINA COLONNA 

Casa radice, radicamento, spazio di smascheramento, di presenza, isolamento e festa, posto sicuro, di verità. Alle volte il mondo, il viaggio, possono trasformarsi in casa.
Nelle radici racconta il radicamento nei luoghi, nelle persone e nel tempo. Attraverso la perdita, la dissolvenza, l’attraversamento di spazi vicini e lontani, si scava nella memoria, per entrare nelle radici, evocarle nella loro presenza e nella loro lontananza, generarne di nuove.
Casa è per me sempre stata dove c’era la musica. Casa è anche una lingua, una sensazione, un incontro di riconoscimento. Nella mia esperienza di viaggiatrice e di emigrata la mia casa è rimasta sempre uguale: luminosa, musicale. Ed è, al tempo stesso, radicalmente cambiata, in una continua ricerca di spazi familiari nella solitudine dei luoghi per noi deserti, radicati da altri, che attraversiamo o scegliamo di abitare.
La casa è un luogo dell’anima. In quanto radice del tempo, è un luogo della permanenza, che resiste alla dissolvenza. Ma è proprio da quest’ultima che emergono vivide le radici: quelle delle origini, quelle che scegliamo di piantare nei nostri passaggi, quelle che affondiamo in una città-amore che riconosciamo come già nostra o in luoghi che nostri non saranno mai, ma che, destabilizzandoci, ci conducono verso una casa nuova.
Le radici fanno sempre un brusio nelle nostre case e le rendono vive. Più ce ne allontaniamo, più le desideriamo.
Questo libro nasce da una tensione continua verso di esse: affondi nelle loro profondità, sradicamenti e ricostruzioni in terre che si fondono, in case che si sovrappongono fino a diventare una sola.

 

Da Nelle radici (Nino Aragno Editore 2026)

La scala di radici che collega il mare al cielo,
in pineta a Baia dei Turchi, ci ricorda
come difficile è la dissolvenza delle origini
– che riemergono dal tempo quando il vento
scava via ciò che non è essenzialmente radicato.
Come l’incontro col passato nella festa del paese:
un respiro trattenuto, lo sguardo che si volta
per non vedere intatto quel sorriso
che torna ancora uguale a ribaltare la storia.
Così il tempo riporta sempre a casa.

*

Le radici le senti accomodarsi morbide
nel terriccio sul balcone, la sera
del gelsomino notturno, quando
il bocciolo si affaccia e si schiude in girandole
di salti che scorgi se volti di nascosto.
Lo avverti solamente in leggeri moti di profumo.

È così che cambia il tempo e cambia il mondo fuori:
mentre non guardi, le radici travolgono di fiori
il cielo profondo del tuo cuore.

E ancora ingenua pensi che non appartieni a niente.

*

La mia casa è negli ulivi che corrono sul saliscendi
delle piane.

Papaveri aperti, alberi forti sulle rupi e suoli chiari
poi scuri
nelle ombre di cielo e i fiumi in secca. Trovi una
chiesetta
bianca, un fuoco bruciante la sterpaglia que huele a
hogar, a chimenea
e fiori poveri, selvatici, così belli nella loro
discrezione
che paiono dipinti.

Poi ancora silos, radure di una vecchia fabbrica e un
casale
dove ancora puoi trovare abitazione. La collina
ribalta gialla
colma di gemme. Lì allora puoi fermarti, puoi
accostarti
ai germi e sentire il trigo acostarse nelle onde.
Per arrivare a Córdoba hai da attraversare molti
silenzi.
Li traduco tutti alla mia lingua insieme a fiori e
piante,
affinché li afferri tutti nella loro profonda essenza.

Quasi Córdoba, giugno 2019

(Nel testo La mia casa è negli ulivi che corrono sul saliscendi delle piane l’espressione que huele a hogar, a chimenea si può tradurre “che odora di casa, di legna bruciata”, mentre con il trigo acostarse mi riferisco al “grano che si addormenta”.

*

Valentina Colonna  è nata a Torino e vive a Granada. Ha pubblicato tre libri di poesia: Dimenticato suono (Manni, 2010); La cadenza sospesa (Aragno, 2015; edizione argentina, Buenos Aires Poetry, 2020) e Stanze di città e altri viaggi (Aragno, 2019). I suoi testi sono stati tradotti in oltre venti Paesi e pubblicati in plaquette, riviste e antologie, nonché presentati in numerosi festival internazionali. La sua ricerca artistica intreccia poesia e musica: pianista compositrice, ha pubblicato tre singoli e l’album discografico PianoPoetry. Resonances (NCM/Machiavelli Music, 2023). Dal 2016 fa parte di Versopolis, piattaforma europea per la promozione della poesia. È docente di Linguistica Generale presso l’Università di Granada, dove in precedenza è stata ricercatrice post‑doc Marie Skłodowska‑Curie.