Non temere la solitudine del lupo,
segui le impronte sui ciottoli spezzati.
Spacca le abitudini, ricomponi la strada
di passi in pendio sul bordo del silenzio
fino all’eremo sulla soglia del mondo
dove suona – eterno – un violoncello.
*
Crederti fiamma capace di bruciare fino
alle dita, di sostare nel tempo degli Dei.
Distendermi in quel che deve compiersi
ai piedi della montagna di luci sospese.
*
Che farne di questo inciampo, del lampo che
attraversa lo sguardo, del respiro trattenuto.
Assolvere i limiti di un passo che non basta
ridurre controvento la malinconia del corpo
andare a capo, nello spazio che resta bianco.
Regalarmi l’attesa e un’ultima parola: rimani.
*
È già buio. Confesso: la nostalgia di una candela
il desiderio di un amore capace di reggere l’urto
del taglio. Capace di cadere fino alla rovina, ma
oltre la morte. Ti imploro: insegnami a pregare.
Sheila Moscatelli è nata a Terni il 31 dicembre del 1977, si è laureata in Medicina e Chirurgia e specializzata in Reumatologia presso l’Università degli studi di Perugia. Dal 2011 vive e lavora a Ravenna. Suoi testi appaiono su blog letterari e riviste on line. Alcuni sono stati tradotti in spagnolo. Ha pubblicato “L’essenziale” (Firenzelibri, 2023, prefazione di Valerio Grutt) e “Una spiga” (peQuod, collana Portosepolto, 2025, prefazione di Francesca Serragnoli). Collabora come redattrice ed editor con la collana Fuori Stagione e con la rivista di poesia Bottega Portosepolto.
