Nel dirlo tradirei la sagoma
asciutta del vero, ne venderei
gli avanzi: tanti pacchi da scartare.
Dove, invece, dove si acquista
l’accensione degli occhi – improvvisa –
che tutto comprende e al tumulto
dei suoni ribatte ferma: non fruga
nei cassetti, non asseconda il chiasso
immenso che poi tracima. Si sa
nel niente di mattini lucidi
come specchi, il cui riflesso
abbaglia in elementare postura.
*
Niente parla se non parlo con te.
E come mai non smuove questa bocca
la visita di un nuovo stordimento?
Ciò che s’ode è soltanto un’accozzaglia
di fiati infestati dal tempo. Tento
il gioco della traduzione, invento
un’eco riguardosa e mite: afferro
almeno un’appendice per la notte,
delle sillabe l’ultima, uno scampolo
per ricucire un abito alle ore.
*
Che prenda forma, allora, questo niente
che ho da dire e insinui le sue radici
nella terra tenera e sdrucciolevole
di accenti, di sillabe su misura
e imbastite a mano.
Intanto già il filo
traccia attorno attorno come una sagoma
– una siepe, di quelle che difendono
le case da sguardi indiscreti – e tutto
quanto non si vede e non si pronuncia
resta a metà tra il chiuso della casa
e la promessa verde del giardino.
*
Pulito come un aprile vorremmo almeno
il vezzo semplice d’invecchiare, di questo
affidarsi alle cose ultime, distanti
come fossero traguardi – e invece cadono
dagli occhi tutte quante insieme.
Adagio crescono
dal tronco i rami ancora avvezzi a una torsione
certa che li rivolge non sai se all’aria
larga della strada o a una radice vicina.
Danila Di Croce è docente di Materie letterarie e Latino al Liceo Scientifico di Atessa (CH).
Dove ancora non siamo nati (puntoacapo 2024) è il suo ultimo libro di poesia, già vincitore nel 2023 come silloge inedita al Premio Lago Gerundo e al premio Arturo Giovannitti.
La sua prima raccolta poetica, Punto coronato (ed. Carabba), è del 2011. Più recentemente ha pubblicato Ciò che vedo è la luce (peQuod, 2023), opera vincitrice al Premio InediTO – Torino 2022 e nel 2024 prima classificata al Premio Vito Moretti, terza al Premio Città di Como, quinta al Premio San Domenichino, Premio della Giuria a Città di Latina e finalista ai premi Europa in Versi, Versante ripido e Gozzano.
Con poesie e sillogi inedite ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti in importanti concorsi nazionali e internazionali (tra i quali il Premio Gozzano, Sinestetica, Città di Aqui Terme, Poesia Onesta, Lago Gerundo, Daniela Cairoli, Chiaramonte Gulfi, Arturo Giovannitti, Città di Sant’Anastasia, Bo-Descalzo, Ossi di Seppia, Montano, Arcipelago itaca, Gianmario Lucini). Suoi testi sono presenti su diversi blog e antologie legate a premi letterari; figurano, inoltre, nel Settimo repertorio di poesia italiana contemporanea (AA. VV., Arcipelago itaca, 2023) e su Distanze verticali. Escursioni poetiche sulla montagna (Macabor Editore, 2024, a cura di Irene Sabetta).
Danila Di Croce è stata, inoltre, membro di giuria in alcuni concorsi di poesia.
