Frammenti dal viaggio in Italia di J. W. Goethe (poesie inedite)
Che cosa cercava
in quella terra di lave e vulcani
Johann Wolfgang Goethe
alias Philippe Möller, pittore
pellegrino nella notte di Karlsbad
una sacca da viaggio
e uno zaino di pelo di tasso
come solo bagaglio
quali fiamme sottili
bagliori ardevano
nell’oceano della sua mente
e un solo smisurato
fuoco greco
***
eccola comparire
a sinistra
con le sue lave nere
Ustica
scintillante ossario
chiuso in cabina
scrivo di Tasso
abbagliato da così tanto splendore…von so viel
Glanz Geblendet…mentre il mare scuro
ribolle con violenza
e scorrono inquiete visioni
di ombre
vento
rapina
***
Città fiore
città splendore
città regina
delle isole reina
ci accoglie Palermo
con i suoi monti luminosi
a picco sul mare,
con le sue coste
rotte da baie azzurre
si levano le ombre
fluttuano verdi cime di alberi
come lucciole sospese
sul buio della città
navi lontane
palme promontori
tutto trema in questa
terrestre azzurrità
***
Rosalia
mistica rosa
senza spine
rosa ría
tra li petri e il mare
la santa riposa
entro in una nuda caverna
che stilla acqua
piovono dall’alto
lamiere verde scuro
come enormi cactus
alla deriva
mi guarda Rosalia
con gli occhi semichiusi
rapita in estasi mi spia
dal bianco puro dei suoi marmi
ardono nel buio
mille fiammelle
come luci fluttuanti
da un’altra riva
***
Deve disegnare
senza interruzione
Kniep,
tracciare con precisione
l’azzurro chiarore di questi golfi
nominare
una ad una
le sue nere lave
le rovine i promontori
le sue isole lontane
ma ogni volta un fulmine
di indicibile bellezza
sfida il bianco
di queste carte
supera il pittore
la sua stessa arte
NOTA: Il 3 settembre 1786, verso le 3 del mattino, Goethe partì da Karlsbad con un passaporto falso che recava il nome di Philipp Möller. Dopo aver attraversato e visitato l’Italia, si imbarcò da Napoli portando con sé il disegnatore e pittore tedesco Christoph Heinrich Kniep (Hildesheim, 1755 – Napoli, 1825) e sbarcò a Palermo il 2 aprile 1787 per poi esplorare la Sicilia anche con tragitti a dorso di mulo, visitandone le zone interne. Il culto palermitano di Santa Rosalia suggestionò profondamente lo scrittore tedesco, che visitò la grotta-santuario sul Monte Pellegrino rimanendo folgorato da tale esperienza. La citazione in tedesco nel testo «von so viel Glanz Geblendet» fa riferimento alla tragedia Tasso che Goethe stava mettendo in versi durante la navigazione verso la Sicilia. Le tappe del viaggio italiano di Goethe sono raccontate dallo scrittore stesso nel suo Italienische Reise (Viaggio in Italia).
MASSIMILIANO MANDORLO (Misano Monte, 1983) ha esordito con Mareoltre (Alla chiara fonte 2009) seguito da Cascina con nebbia (Alla chiara fonte 2011, con 4 disegni di William G. Congdon), Luce evento (Raffaelli 2012, con prefazione di Uberto Motta) e Nella pietra (Moretti & Vitali 2017, Premio Camposampiero). Insieme a Paolo Colavero ha scritto i racconti di Ammiraglia di tutte le zattere (Musicaos 2023), illustrati da Andrea Cavallini. Collabora con le pagine culturali di vari quotidiani e riviste ed è bibliotecario presso l’Università Cattolica di Milano. Il suo ultimo libro di poesia è Mappe del grande mare (MC edizioni 2023), vincitore del Premio Guido Gozzano 2023.
