Ineffabile (XXV): Guido Oldani e Marina Cvetaeva

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LA PAROLA


si può abitare dentro la parola
pronunciata, già mentre la si dice,
non c’entra con quell’altra creatrice.
o beffa il mondo toltolo dal senso
o gli si appressa per toccata e fuga;
si contenta, la mia, nella cloaca
del reale, in cui s’inzuppa e strizza
e permeata al sole non si asciuga.

(di Guido Oldani, da “Almanacco dello Specchio”, poesia, 2008, Mondadori)

*

Io – sono una pagina per la tua penna.
Tutto accetterò. Sono una pagina bianca.
Io – sono la custode del tuo bene:
lo crescerò e lo restituirò centuplicato.

Io – sono la campagna, la terra nera.
Tu per me – sei raggio e umore di pioggia.
Tu sei il Signore e Signore, e io –
terra nera – e carta bianca.

(di Marina Cvetaeva, da “La via delle comete”, a cura di Paolo Galvagni, Interno Poesia Editore, 2023)










Dipinto in copertina di Edward Munch, “Starry Night”

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