Commento a margine (XXVI): Franca Alaimo

Autore/a cura di:

Franca Alaimo, Le cercatrici d’acqua (Il glomerulo di sale, 2026)




Passeggiata notturna

Cammino sotto i portici
al buio – rare
le vetrine illuminate.
L’angelo della Notte
batte le sue ali nere
nel silenzio dell’aria.
La solitudine ha inizio
dalla stella più remota.

Nell’Uno

Insieme navigando
amate con amati
più e più volte
andando e ritornando
da orizzonte a riva
con moti uguali d’onda
scrivono con la saliva
sostantivi e aggettivi
Maschile-Femminile
dell’essere senza tempo
nel Tempo nell’Uno.

Il segreto

Dorata lingua di gioia
che infiamma la mimosa
quando con le dita
scrolliamo i suoi piccoli soli.
Se ci amiamo
tutte le cose si amano.
E il vento è il fiato
profumato di Dio,
il parlottio dei rami
la sua voce che ombra
i nostri baci.
Così piccolo è il segreto.

Il pendolo

Quando il pendolo che eternamente
oscilla tra il dolore e la noia
nel poco di un istante indica la gioia
del sentirsi consacrati al tempo,
c’è in qualche dove una goccia
che trema sull’orlo di una foglia
dove si specchia il mondo e scintilla.
Non importa se poi, cadendo,
sarà di nuovo pianto.

Distanze

Com’è distante, adesso, la mia parola
da quella dell’angelo che mi guarda
con cenni muti, indecifrabili.
Il suo volto un paesaggio nella luce
troppo accesa di un mezzogiorno estivo.
Distanze e distanze mai colmate:
tra questo bicchiere che trabocca d’acqua
e la brocca della mia anima
che si offre alle labbra sempre vuota.






E il vento è il fiato
profumato di Dio


Il vento è l’angelo innamorato dello sguardo che si rende ombra sulla soglia della parola quale delicata e tremenda scintilla che ogni stagione del viso rende al silenzio spogliato tra i capelli del mattino benedetto dalla pioggia caduta nel pozzo in un corpo a corpo con la paura e il coraggio di spostare l’orizzonte dei ricordi per desiderio di essenza estesa oltre la piega di un piccolo fiore che non arrende il tempo all’eterno tormento del non essere compreso. E se la luce del giorno è una ferita incisa sulla bocca trapassata dalla grammatica dell’amore, Franca Alaimo ne accoglie il segreto tra gli orli assetati dei rami protesi come mani sul sentiero delle allodole quando il cielo schiude l’eco solitaria del mondo consacrato nel grembo della Madre, di una donna che infinita si ascolta in uno
strano miscuglio / di tenerezza ed orgoglio, / di ardore e distanza / così estraneo / al comune sentire, così vivido in lei che volta la dura pietra dell’indifferenza in un miracolo di bellezza accaduta improvvisa come improvvisa è la gioia di un bambino quando odora dell’alba la primizia di una gemma. Stupore che ha segno di una freccia sul fianco percorso da un fremito interiore che commuove l’incontro nel cuore di un seme divino avvertito per assenza di quella parola non pronunciata ancora e che nell’acqua cerca il frangersi del suo mistero; eppure, nel mistero è già nominata in quel pudore di sapersi senza necessità di dirsi. Il linguaggio ha passo felino, si avvicina per lasciarsi appena sfiorare da tenui fiocchi di neve che mondano la distanza tra la veglia e il sonno quando nel respiro trema la lucentezza delle stelle nel buio nerissimo della terra e a rimanere è la pura poesia nel suo continuo osare il limite di un paesaggio che sappia almeno per un istante cucire la trama del lampo nella sacralità di un gesto fatto solco, aria, carezza sul viso, tra l’abisso e la grazia, seppur sanguina il velo di una rosa nel tentativo di disertare l’abbandono impresso sulla linea della vita, nuda agli occhi del dolore che ci incontra impreparati e perduti al lacrimare del sole sulla lingua che vuota il nulla nell’Uno di ogni nostro nascosto naufragio.






Franca Alaimo esordisce nel 1991 con Impossibile Luna (Antigruppo Siciliano), a cui seguiranno altre sillogi, le più recenti delle quali: 7 poemetti (InternoLibri, 2022); Pentru Altundeva (Cosmopoli, 2022, traduzioni in romeno di Eliza Macadan); 100 poesie (peQuod, 2024, collana Portosepolto); Il pettirosso rosso (200 haiku con Andrea Castrovinci Zenna, Daìta Martinez, Pietro Romano, Edizioni Ladolfi, 2024); le piccole con Daìta Martinez (Spazio Cultura Edizioni, 2025). Dirige la collana poetica per le edizioni Spazio Cultura di Palermo, e le collane poetiche: La rosa del guardare (con Daìta Martinez) e Omaggi a per la casa editrice catanese ilglomerulodisale. Ha pubblicato saggi su Gianni Rescigno, Luciano Luisi, Franco Loi ed altri poeti. È presente in antologie, riviste, storie della letteratura, blog. Nel 2018 ha curato l’antologia L’eros e il corpo (Edizioni Ladolfi). È autrice di tre romanzi: L’uovo dell’incoronazione (Serarcangeli), Vite ordinarie (Edizioni Ladolfi); La gondola dei folli (Spazio Cultura Edizioni). Nel 2020 le edizioni Macabor le dedicano una monografia. È stata inserita in Dizionario critico della poesia italiana (1945-2020), a cura di Mario Fresa (Società Editrice Fiorentina, 2021) e in Contemporary sicilian poetry (curatori Ana Ilievska e Pietro Russo, Italica Press, New York, 2023). Gestisce la rubrica “Fulgore e poesia” per la rivista letteraria L’estroverso, diretta da Grazia Calanna.

Immagine in copertina di Franca Alaimo