Basuràda: Giusi Quarenghi

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Da Giusi Quarenghi, Basuràda (Book Editore 2017)


“Bas-ura” è l’ora bassa a ridosso del tramonto, l’allargarsi quasi improvviso del giorno in una luce vasta e stillante, come di rugiada. Attenta alla parola dei bambini che imparano a parlare, come a quella dei vecchi che insegnano a tacere, Giusi Quarenghi cattura l’eco della luce che si avverte al fondo del giorno per riconsegnarcela in forma di voce poetica: così la basuràda avverte della sua presenza e, qui, nuovamente, accade.






A partire da ogni tredici di dicembre
mi alzo       ben prima del chiaro       mi alzo
a vegliare gli ultimi giorni
le notti lente le albe tarde
la quieta agonia della luce
fino al picco dei giorni brevi        del mal di buio
della luce in meno
che incomincia e cresce
giorno su giorno       come ogni morte

*

Questo autunno del bosco è lo svolo
della voce femmina
della terra        madre
che non so cosa pensa di notte
e i desideri cela
finché al sole        per poco
li svela

*

Il colpo che trancia i salici è lo stesso
a Waterloo come altrove       prima
come dopo       uguali i dettagli
su ogni corpo
vinto       uguali i dettagli
degli uccisi       uguali
i dettagli dove Dio muore

*

Primo giro della terra uguale
non faccio che morire       inutilmente
secondo giro della terra uguale
m’avvio a sapere che sei morto       tu
terzo giro della terra uguale
benedico lo strazio come il ricordo
quarto giro della Terra uguale
lento umiliato ottuso sfatto
da malinconia senza       più dolore
quinto giro della terra quinto ritorno
delle stagioni       io non persa   da te
cinque anni per la remissione
cinque anni per sapere
che come la madre 
anche la morte è certa
i nomi umani del suo splendore

*

Scoiattolo in agonia       non conta il corpo
quanto è grande         la fatica paziente
è la stessa          i gesti necessari
al secondare attento        Non conta
la logica          il nesso causale       conta
chi è adesso         qui
è qui che noi moriamo
Sta tutto nel respiro       con le zampe giunte
a tenersi forte        e piano
ad ogni fiato          scivola di poco
sulle foglie gialle          fino a lasciarsi
andare         come se questo solo fosse
da volere          Piccola morte con la coda bruna
io mi inginocchio intanto che passi
Abbi riguardo per tutti noi          le foglie gialle
nell’occhio buono          il bosco muto e l’aria lieve





Giusi Quarenghi è una delle piú importanti autrici italiane di letteratura per l’infanzia. Tra le sue raccolte di poesia: Nota di passaggio, Book Editore 2001; Tiramore, Marsilio 2006; E sulle case il cielo, Topipittori, ed. tascabile, 2015.








Immagine in evidenza: particolare della copertina del libro

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