actinorrize (XIII): Annalisa Manstretta e Edoardo Zuccato

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Buon giorno ragazzi, negli ultimi anni ci si incontra più spesso e ne sono felice, alcuni progetti in cui siete coinvolti entrambe e occasioni di ascolto non sono mancati. È molto bello potervi vedere insieme quando ascoltate un intervento o una lettura e dai testi che curate e producete ciascuno mantiene la sua unicità di visione. Immagino però che negli spazi che quotidianamente condividete ci sia una zona di scambio opinioni, letture, ecc, è così?, vi scambiate i libri le letture o frequentazioni di mostre, libri d’arte, film? E adesso, in questo periodo cosa state leggendo? Che tipo di restituzioni avete?

Certamente, ci scambiamo opinioni in relazione a quello che leggiamo e anche a quello che ascoltiamo insieme (letture pubbliche, conferenze dal vivo o online, mostre). Le nostre impressioni di lettura spesso collimano ma capita qualche volta che non siamo totalmente d’accordo. Quando qualcuno di noi legge un libro e ne ha un’impressione non del tutto positiva in genere l’altro si fida e non legge il libro, oppure fa un breve carotaggio sul testo per vedere se l’opinione del partner è confermata oppure no. Se invece il libro è piaciuto a uno dei due in genere anche l’altro lo legge e poi ci scambiamo dei pareri in merito, che non sempre coincidono, nel senso che a uno dei due può essere piaciuto di più un certo aspetto o certe poesie rispetto a quello che è piaciuto all’altro. Ciò è molto utile perché l’attenzione di ciascuno viene attirata su aspetti che magari alla lettura in proprio erano sfuggiti o erano stati trascurati.

Per quanto riguarda le tipologie dei libri che leggiamo, non siamo frequentatori sistematici della poesia contemporanea italiana, però ne leggiamo parecchia, in primo luogo i libri che ci mandano o che ci scambiamo con amici poeti, e poi libri che acquistiamo di autori di cui ci interessa seguire il lavoro. In generale Edoardo legge più poesia in dialetto di Annalisa, ma quando ci sono dei libri che sono particolarmente piaciuti a Edoardo anche Annalisa li legge (e viceversa). Ad esempio, entrambi stiamo leggendo in questo periodo le poesie di Emilio Rentocchini uscite da Quodlibet. Leggiamo anche poesia straniera, naturalmente, secondo l’offerta del mercato italiano. Edoardo è avvantaggiato in questo perché può leggere direttamente la poesia inglese in originale, anche se da qualche anno segue il panorama della poesia contemporanea in maniera un po’ più occasionale rispetto a quanto faceva negli anni ’90 e all’inizio degli anni 2000.

Un’altra differenza nelle nostre letture è che Edoardo è un lettore occasionale di romanzi, soprattutto in certi periodi, mentre Annalisa non li legge quasi mai, se non in casi molto particolari.

Invece, entrambi leggiamo parecchia saggistica. Negli anni della sua formazione Annalisa ha letto estesamente nel campo della storia dell’arte e della storia della letteratura, soprattutto italiana e latina. Negli ultimi quindici o vent’anni, invece, i suoi interessi si sono orientati in altre direzioni, come ad esempio l’antropologia, con una particolare attenzione per le religioni e la ritualità dei popoli arcaici a partire dai classici di Lévy-Strauss e Marcel Griaule per arrivare a Jacques Cauvin e Geraldo Reichel-Dolmatoff. Un antropologo che ama particolarmente è Ernesto de Martino, di cui ha letto tutte le opere. In più non mancano letture, anche se meno frequenti, in ambito scientifico, come ad esempio, ultimamente, Sei pezzi facili di Richard Feynman.

Edoardo legge saggistica in primo luogo in relazione al suo lavoro di docente di letteratura inglese, sia per preparare le lezioni, sia per scrivere articoli, sia per curare volumi di traduzioni degli autori in lingua inglese. In genere questo è tutto materiale in lingua straniera, sia su carta sia in formato digitale attraverso la rete, dove ormai si trovano tantissimi testi anche di carattere accademico. Un altro ambito di saggistica che Edoardo frequenta abitualmente, sia per motivi di lavoro che di interesse personale, è la traduzione; in questo caso molto materiale ottimo è disponibile anche in italiano. Per quanto riguarda altri ambiti non “professionali”, le letture saggistiche di Edoardo si concentrano nell’ambito storico e in quello scientifico, in particolare della biologia, di studiosi come Richard Dawkins, Stephen J. Gould e Edward O. Wilson. Ultimamente abbiamo trovato molto stimolanti i saggi di Stefano Mancuso e di Telmo Pievani.

Accanto alle letture dei libri di questi autori, ascoltiamo anche la loro viva voce in conferenze e lezioni che spesso si trovano su canali come YouTube.

Come detto sopra, ci scambiamo opinioni su tutto quello che leggiamo. Nell’ambito della saggistica, siccome non c’è il tempo e l’energia di leggere tutto, ci raccontiamo a vicenda i nuclei essenziali del libro che abbiamo appena letto, quando vale la pena di farlo, e ne discutiamo insieme. In questo modo, ciascuno dei due allarga le proprie conoscenze anche ad ambiti in cui da solo non si avventurerebbe.

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Essendo intellettuali e autori molto curiosi e aperti avete la possibilità di frequentare paper, conferenze e pubblicazioni anche internazionali che penso vi vengano anche forniti direttamente dagli operatori, ma quando comprate voi i libri come li scegliete? Cosa vi chiama e cosa si fa trovare?

Qui dobbiamo dare due risposte separate.

Edoardo:

Le mie letture saggistiche e accademiche risalgono soprattutto al periodo in cui ho studiato in Irlanda e in Inghilterra per il dottorato e agli anni immediatamente seguenti. Avevo sentito il bisogno di uscire dai confini della cultura nazionale, incuriosito in particolare dalla cultura tedesca e inglese. Mi sono dedicato al periodo romantico perché di quell’epoca mi affascinava non solo la letteratura ma anche la musica e la pittura. Avendo lavorato su S.T. Coleridge e l’Italia ho avuto modo di leggere molti testi e molta saggistica sia sul romanticismo inglese, sia sulla cultura italiana, che ho quindi approfondito da una strana prospettiva straniera. Simultaneamente, dato il tipo di lavoro che avevo scelto, leggevo anche saggistica sulla traduzione, che ho cominciato a praticare con una certa costanza da quel periodo in poi. Ho letto anche saggistica accademica relativa ad altri periodi della storia letteraria o della storia inglese in generale, ma non con l’ampiezza e l’approfondimento del periodo romantico. Ho continuato ad aggiornarmi sui temi che mi interessavano di più, ovvero la poesia romantica, la poesia contemporanea e la traduzione, ma devo dire che con il passare degli anni mi è diventato sempre meno utile e necessario. Le tendenze interpretative dominanti nel mondo di lingua inglese negli ultimi trent’anni mi sembrano sempre più astruse, autoreferenziali, velleitariamente politiche, moralistiche e non di rado irritanti. In ogni caso, da molto tempo non riesco più a ricavarci nulla. Le letture post coloniali, di genere e neostoricistiche sono quasi senza eccezione dimostrazioni di una tesi precostituita e già prevedibile alla seconda pagina di ogni libro. Per fortuna ho studiato prima di questa ubriacatura ideologica oggi dilagante, essendo riuscito negli anni ’80 a schivare anche la moda per il post strutturalismo francese che permeava l’accademia di lingua inglese allora. Comunque, ci sono sempre degli studi utili e ben scritti, anche se è più facile trovare stimoli nuovi leggendo saggistica su argomenti che stanno al di fuori delle mie aree di studio, ad esempio, negli ultimi anni, la biologia o la storia. In generale, leggo in maniera non sistematica, perlopiù saggi che ricevo, a volte da amici che stimo come studiosi o poeti, oppure articoli su riviste specialistiche. Da diversi anni a questa parte, va detto, per quanto riguarda la poesia contemporanea trovo spesso più interessante e stimolante la critica militante (ad esempio quella di Giancarlo Pontiggia, Umberto Fiori e Paolo Febbraro) rispetto a quella accademica, che pure in tanti casi è utile per procurarsi le informazioni sicure riguardo un certo autore.

Devo però dire che invecchiando è più facile che mi arrivi uno stimolo intellettuale o immaginativo facendo una passeggiata o guardando le vetrine che non leggendo un libro. L’epoca in cui passavo più tempo in mezzo ai libri che in mezzo alla vita comune appartiene ormai al mio passato. Comunque, i libri che mi interessano me li procuro o attraverso la biblioteca di ateneo, o acquistandoli di persona a volte direttamente all’estero, oppure, più di frequente, tramite la rete, scaricandoli se sono gratuiti oppure acquistandoli sul Kindle. Ovviamente ricevo anche del materiale, soprattutto da editori italiani. Gli editori stranieri sono piuttosto avari da questo punto di vista e si aspettano che gli studiosi acquistino i libri invece di riceverne copie gratuite.

Annalisa:

Io non ho un coté accademico come Edoardo. Mi è capitato di leggere saggistica straniera (in francese soprattutto, lingua per la quale ho una maggiore facilità di lettura) in particolare legata alla paleontologia, per esempio studi recenti sulle pitture rupestri sia quelle relative alle grotte francesi sia studi legati a pitture rupestri prodotte da popolazioni indigene contemporanee che mi sono procurata attraverso la bibliografia suggerita in alcuni libri cartacei. Sceglievo quelli disponibili anche come e-book in modo tale che potessi acquistarli direttamente online e scaricarli sul Kindle. Devo dire che questa tecnologia, non disponibile ai tempi della mia formazione universitaria, mi è stata utilissima e mi ha permesso di giungere a un grado di approfondimento di alcuni temi che altrimenti non avrei raggiunto. Aggiungo però che questa modalità mi serve soprattutto per la saggistica di cui, fra le altre cose, difficilmente rileggo i libri. La poesia, invece, la leggo unicamente sui libri cartacei che mi permettono più facilmente una rilettura o integrale o delle singole poesie che mi hanno particolarmente colpita.

Mi capita anche di ascoltare conferenze che stimolano la mia curiosità e che mi fanno sorgere l’interesse ad approfondire un determinato argomento. Allora vado in libreria e acquisto il libro che è stato positivamente citato dai relatori. Se dopo la lettura sento il desiderio di un ulteriore approfondimento, mi regolo sia attraverso la bibliografia citata nell’opera, sia attraverso ricerche online. Se invece mi ritengo soddisfatta non proseguo ulteriormente. In tutto questo, però, devo sempre fare i conti con il tempo effettivo che ho a disposizione da dedicare alle mie personali letture.

Un’ultima modalità con la quale acquisto un libro è su consiglio di amici fidati.

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Ci sono testi a cui tutti noi siamo legati affettivamente o per motivi di concomitanza, voi avete come coppia artistica dei libri ai quali tornate insieme? Oppure volumi sui quali non avete mai raggiunto un accordo ma che ciclicamente tornano nelle vostre letture?

Generalmente non abbiamo l’abitudine di ritornare regolarmente insieme agli autori che privilegiamo, ma lo facciamo in modo autonomo. Le riletture riguardano quasi sempre la poesia, sia i classici della letteratura, sia alcuni autori del recente passato. Molto spesso avvengono per preparare un saggio, un intervento a una giornata di studi, la presentazione di un libro e simili.

Nel corso degli anni Edoardo è tornato spesse volte su determinati autori non per piacere privato ma per preparare corsi universitari, articoli, monografie. Rileggere in modo cadenzato negli anni autori che si conoscono bene è un esercizio utile e spesso sorprendente. Si scoprono molte cose inaspettate, ad esempio si viene investiti dalla bellezza e dalla ricchezza di un testo che in passato si era trascurato, mentre a volte testi di cui si aveva un bel ricordo ci appaiono più miseri e inconsistenti. Beninteso, ciò può dipendere dai cambiamenti da parte del lettore e non è necessariamente un difetto del testo in questione. Eppure l’impressione rimane. In molti casi testi considerati capolavori nella storia letteraria confermano la loro solidità, anzi rivelano ogni volta qualche cosa di nuovo. Per Edoardo un esempio in questo senso sono le migliori poesie di Coleridge. Due esempi contrari sono invece Joyce ed Eliot, che ha trovato sempre meno convincenti a ogni rilettura. Sono diventati per lui indigesti, tanto che ha smesso del tutto di insegnarli da un po’ di tempo a questa parte.