Anna Segre, Onora la figlia (Interno Poesia 2025)
Cosa è Amore.
Per me è stato
non farlo vedere.
Amore è nascondere.
È stato tacere
non parlare
non gridare
non cantare.
Amore è stato
aspettare
credere che prima o poi.
Ma anche accettare il diniego:
quanto amore
nella mia testa bassa
sul tuo no.
Amare i tuoi artigli
i tuoi piedi brutti
l’infinità delle ore senza te.
Amore a dispetto
della ragionevolezza
di me,
delle reali possibilità,
delle leggi fisiche del nostro mondo.
Amore è un altro mondo
con altre leggi.
Ti prego, Dio, non punirmi
come Mosè:
non farmi vedere
la terra promessa
solo da lontano.
*
Quanto male, per questo bene!
Cosa sarei stata disposta a fare,
quanto ho aspettato
quanto ho sperato
ho avuto una fede delirante,
ho creduto oltre i dati di realtà,
ho deriso i numeri:
io e te saremmo state.
Cosa?
Non importava.
Raccontami della fila alla posta.
Dimmi il tuo menù.
Chiedimi di me.
Niente.
Nonnulla.
Fili diretti, pensa!,
ponti che nessun esplosivo potrà far saltare,
Ormai ce l’abbiamo fatta,
per questo niente senza genialità e senza produttività
che è tutto.
C’è voluto tanto di quel male.
Ho messo su un ambaradan
di muscoli e palchi scenici,
di essere onnicomprensiva,
tentacolare,
mamma,
ogni cosa, capisci?
letterata ma anche dottore di scienza
poeta concreta indipendente
non troppo brutta
affascinante sciolta,
io che sarei goffa di mio, timida.
No, timida no. Meglio spigliata, vero?
Tutto questo luna park con lucette e caroselli
solo per questo.
L’amore non si merita.
*
Non oggi.
Non la chemio non il veleno
non la paura
non l’ingorgo di parole
non la morte
non oggi.
Lentamente cade una piuma
così piano
che potrebbe essere volo.
*
Alla fine
non abbiamo buttato
niente,
perlomeno io.
Collane di plastica,
molte matite con la gomma dietro
per i cruciverba,
camicie dai grandi colli,
gonne di maglia,
foulard beige,
colbacchi spelacchiati.
Pensavo che
il governo di papà
avesse annientato
tutta te
che ormai ci fosse
ben poca madre
residua.
Nome cognome
religione.
Ed ero pronta
a briciole
centimetri
gocce
di madre.
Una dose omeopatica
di madre,
un nulla
una molecola di odore.
Invece poi, vedi?
Ogni mia frase
ha la tela broccata paterna
e il tuo filo
di canapa rosso.
Che mi sembravi
perdente
periferica
meno.
Invece poi.
Anna Segre, medico, psicoterapeuta, orfana, autoimmune, ha scritto: Judenrampe (Elliot), Il fumetto fa bene (Comicout), 100 punti di ebraicità (Elliot), 100 punti di lesbicità (Elliot), La distruzione dell’amore (Interno Poesia; premio Camaiore), A corpo vivo (Marietti 1820).
Immagine in copertina di tuaans (da Unsplash)
