A causa di limitazioni nell’impaginazione del blog non è possibile mantenere gli incolonnamenti originali in alcuni passaggi delle poesie
Giorno d’avvento
I figli caduti poco prima delle madri
solo ora troveranno la quiete
se tu ritorni, poi, se non ritorni
traversando le luci sbilenche
(già dicembre …)
Il cancello, i corridoi le stanze bluastre
di là, sempre
il desiderio nostro.
Ho percorso l’Aurelia in un giorno d’Avvento
tra Finale e Spotorno, per sollevarti dalla tormenta
quando il tunnel è breve
(dove i vicoli le stagioni bianche, il viaggio di nozze
la prima comunione …) …
Ad un soffio dal dirti
cos’è – davvero – precipitare nel sogno
dopo l’amore infinito consegnarti alla neve.
*
Visita inattesa
Non importa se qui, all’alba
la pioggia non finisce ancora.
E non importa se la luce al risveglio
non è piena
ma soltanto illusione,
nostalgia di primavera –
Perché l’ombra di P.G. è tornata a visitarmi
sul profilo del lago, in mezzo ad alberi nudi.
Sotto stelle contrarie si consumò l’addio,
prima di salutarsi, di incamminarsi …
Ma la ragazza, lei soltanto
ti riporta l’armonia delle sfere
e dopo cena, mentre passa accanto
di colpo è tenerezza
d’improvviso è la dolcezza di esistere.
Per questo, proprio ora ti chiedo:
cosa mai mi stai portando in dono
dalle ore infinite a decifrare il buio?
Non andartene adesso
parliamo ancora un poco di quel mondo
ora sospeso, sulla conca sul vuoto
quel mondo che si è chiuso, e non è stato,
ma per noi si preparava bellissimo.
*
La pensilina
Il bus lontano
a mezzogiorno
la bolla estiva.
Caldo
da ieri, da lunghissimi giorni
senza di te questo mondo …
Ma siedi, adesso
la pensilina è vuota
lascia che il tempo si dispieghi.
C’è stato un giorno:
dalle colline li guardavi passare;
quel momento all’inizio
ci siamo visti, di scorcio, transitare.
Vastità, cunicoli, fondali
perché vaghiamo tra i cristalli
(guardali)
verso il largo,
perché di un infinito siamo ombra.
Ricordi un autunno, ricordi l’inizio?
O nel cuore del Natale,
se nel buio delle stanze abitava il tuo Dio?
Fu per nulla ciò che si compie,
o fu per tutto …
… Attimo del quartiere
quando stelle s’innalzano
diradano –
o preparano i palazzi, piogge sulla città
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Valentino Fossati è nato a Genova nel 1974. Si è laureato all’Università di Bologna e ha collaborato, tra il 1997 e il 2000, con il Centro di poesia contemporanea. Ha pubblicato scritti critici, articoli e curato pubblicazioni tra cui Leopardi nelle prose e nei versi (Garzanti, 1998) insieme a Davide Rondoni; Pasolini e la letteratura dell’impegno (Laterza, 1999) e Accademico di nessuna accademia (Marietti, 2010) con Guido Monti. In poesia sono usciti: Gli allarmi delle stelle (Marietti, 2007), La gioia (Ladolfi, 2014), Inverno (CartaCanta, 2016). Nel 2018 viene pubblicata la revisione integrale de Gli allarmi delle stelle (CartaCanta, 2018). Il suo unico libro interamente in prosa, Il sogno, esce con Capire Edizioni, nel gennaio 2022. Nel giugno del 2024, dopo una lunga elaborazione, esce Perché saranno neve (PeQuod).
