Soul (V): Dio sta sempre fra le righe

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Il Dio di cui qui si parla è il Dio della libertà creatrice. Il Dio che c’è prima di Dio. Il Dio che accade quando dal nulla qualcosa prende forma e ci sorprende. Questo spirito supremo non abita gli altari, preferisce i margini. Non si trova nei manuali di teologia, ma nel respiro di un’intuizione che si fa parola, in un’immagine che improvvisamente illumina la mente, in un lampo che apre lo sguardo oltre ciò che è visibile. È un Dio senza dogmi, un Dio che unisce e non impone: semmai sussurra.
Lo si incontra in un silenzio che all’improvviso diventa grido, in un’immagine che sporge dal buio della mente, in un lampo che non immaginavamo arrivasse a colpirci. Quando la parola vibra poesia, quando la voce diventa canto, quel Dio ci visita. E non perché l’abbiamo invocato, ma perché ha scelto di manifestarsi di sua spontanea volontà. È un Dio libero, anarchico, imprevedibile. Nessuno può trattenerlo. È possibile soltanto offrirgli spazio, predisporsi all’ascolto, lasciare che la sua luce accada.
E questo Dio sta sempre fra le righe, certo. Ma non nelle frasi intere, nei discorsi compiuti, nelle spiegazioni che risolvono ogni questione. Vive invece negli interstizi precari, nelle pause titubanti, nelle esitazioni. È il bianco della pagina che permette all’inchiostro di esistere. È lo spazio tra due note che dà forma alla musica. È la fenditura della parola che non sa dire tutto ma allude, suggerisce, evoca. E quel Dio non si impone, sussurra. Non occupa, apre. O ancora di più: abbiamo detto che sta fra le righe, ma le sue preferite sono quelle storte, quelle che si piegano, quelle che inciampano. È lì che appare in tutta la sua gloria: nell’errore che si trasforma in rivelazione, nello scarto che spalanca un varco imprevisto, nel difetto che diventa luminoso. Non ama le simmetrie perfette, ma le incrinature da cui filtra la luce. Ignora molto e non conosce le risposte, sa solo fare domande. C’è chi lo chiama ispirazione, chi Musa, altri ancora Arte. Ma i nomi sono soltanto inutili veli: dietro ogni definizione c’è sempre lui, pronto a manifestarsi nel momento in cui smettiamo di voler controllare ogni cosa e ci lasciamo sorprendere.
Quando leggiamo un verso che ci spezza il fiato, quando un’immagine poetica ci brucia dentro senza spiegazione, quando sentiamo che una parola ci ha toccato in un luogo intimo che non immaginavamo neppure di avere, è lì che Dio passa. Passa e continua a vivere nei luoghi fragili dove la perfezione si incrina e la verità si piega per farsi bellezza.