Luca Pizzolitto, Prima dell’estate e del tuono (peQuod 2025, prefazione di Gianfranco Lauretano)
Primavera del silenzio tradito
nella notte di foglie ossessivi pensieri
bussi alla porta che non ha nome
vesti d’oriente la materia scura del mondo,
il solco di luce il vuoto istante che segue l’amore
non fa freddo eppure tremi.
*
Carta da parati brevi distanze
promesse celate nel sogno
qui dove strada vuol dire esilio
le sigarette lasciate a metà
l’aquilone a terra le nude stanze
la necessità di infinito.
*
Oltre la memoria delle acque
oltre il gesto sacro della sete
oltre lo sfregio del mare
e questa calma di neve
si apre il cerchio del nero
il giorno rubato al bucaneve
è il mio tempo tra le cose
che passano e non fanno rumore.
*
Noi rabbia, noi noia di madri
stanche occhi divisi dagli occhi
sei pane spezzato cenere incanto,
l’eterno sospeso sulle labbra di Dio.
*
La spina del cardo fiorita nel sonno
le tue labbra in rovina il grido tenuto
in gola il dolore del campo l’incanto
le notti insonni di quando eri bambino
l’abbandono del giglio e delle tue braccia.
Non fa rumore il tempo nella resa del passo alla vita che scorre sul piano interno della soglia attesa alla luce quando il profilo del silenzio volta nell’incondizionato risveglio di ogni quotidiano gesto avvertito sul viso sacro del mattino mentre tutto, immobile, tace ed entra il canto in quella metà bianca del buio sgranato dentro nude stanze tonanti al principio del respiro che torna alla sorgente della pioggia dopo il primo abbandono in ombra sul tremito del cuore, vibrante sostantivo nel segno di una parola accesa verso la matrice del Suo eterno istante perfettamente scandito dal ticchettìo del suono che lo contiene quale continua metrica di un incontro. Prima dell’estate e del tuono, nell’ora che la notte sulla mancata carezza accade, Luca Pizzolitto spoglia la razione scura della casa abitata, accede alla potatura degli occhi tra le foglie di un sogno che lo prosegue nella memoria di un bagliore, decifrato chiarore nel vuoto che trema per l’allontanarsi del soffitto consacrato al seno stanco di una assenza, sotteso, ancestrale, presagio di un dolore, come rosa del nulla, germogliato nell’assoluto mistero che contempla l’inverno attraversato dove è difesa e ferita la strada alberata del rimpianto, nostalgica consonanza, brace di un ardore in tensione nel deserto delle mani, in quella paura che segue l’amore mentre tutto frana per un improvviso scendere del mare sulla schiena del vento percorso da una lacrima di cielo. Trovarsi nella torsione naturale dell’ascolto, affilato e profondo, per provare a rintracciare l’origine di un inquieto cammino polveroso d’infanzia e rovina, nel dramma di una esistenza incompiuta e solitaria che guarda il taglio della terra sul petto di una peonia in fiore quale deviazione dal grembo dell’uomo ora che i nostri corpi / sono carne senza riparo. Riparare l’oltraggio di un naufragio interiore con il perdono invocato alla sapienza della cenere e domandare pietà per la sola, insopportabile, discesa nel fondo di un ricordo che brucia nel fuoco rimasto sui muri in pietra della mente ancorata alla sete che risplende per il bisogno di una preghiera, ritorno al liturgico aprirsi dell’aurora che resiste alla sconfitta per la sola autentica ragione che riconosce e comprende l’assólo procedere verso l’incerto esistere nel mondo sospeso sulle labbra di Dio, per sola necessità di infinito.
Luca Pizzolitto nasce a Torino il 12 febbraio 1980, città dove attualmente vive e lavora come educatore professionale. Da più di vent’anni si interessa ed occupa di poesia. Tra i suoi libri, figurano: Dove non sono mai stato (Campanotto), Il tempo fertile della solitudine (Campanotto), Tornando a casa (Puntoacapo). Con la casa editrice peQuod ha pubblicato, nella collana Rive: La ragione della polvere (2020), Crocevia dei cammini (2022), Getsemani (2023, prefazione di Roberto Deidier). Del 2025 è la plaquette deserti, edita da ilglomerulodisale.
Dal 2021 dirige la collana di poesia Portosepolto, sempre per conto della casa editrice peQuod.
È ideatore e caporedattore del blog poetico “Bottega Portosepolto”.
Collabora in maniera stabile con i blog “Poesia del nostro tempo”, “L’Estroverso” e “La poesia e lo spirito” curando rispettivamente, per i diversi siti, le rubriche Discreto sguardo, Nostos – ritorno alla parola e Terra d’esilio.
