Da Corpo di figlia (Puntoacapo 2025)
Fisso il ritratto di com’eri in quella foto al mare.
L’azzurro del costume intero
sullo sfondo rosagrigio
i capelli al vento
un alone torvo
nello sguardo, non tuo.
Dietro, nascosta, un’ombra
mi racconta dell’altra te che eri
l’ossidiana di luce
che se non mi fossi stata madre
avrei trovato camminando con te
sulla spiaggia, o cullandoti tra i muri
della nostra casa conchiglia
dove risuonano ori e statue
drappeggi ed echi
che non ti hanno vista invecchiare
*
Mi raggiungono sogni in cui mi guardi
di sghembo, parli altrove.
E c’è più pioggia nelle tue parole
contro il vetro che nel grido obliquo
che oltre, più oltre, traccia il tragitto
delle gocce come stelle cadenti
cadute, di cui nulla sai
se non l’esordio della vertigine
dello schianto
*
Il garbo della notte
cade sulle note della radio accesa.
Nelle ore di buio persiste il rumore
frammisto ai mugolii del sonno
per non sentire urla
per non sentire conati di spasmo
a due passi dalla porta della stanza
*
La me bambina è trepida
si sente vacillare senza appiglio
il corpo è cosa che sobbalza
lo sovrasta una cresta di vertigine.
Quando il nastro della strada
apre il fianco al litorale
lei si sposta, sorpassa
la linea del visibile. Pensa
agli uomini che attraversano il mare
*
Ora che sento sferragliare così forte
il treno nella notte oltre i cespugli
ripenso a quando, più giovani, si andava
a quest’ora di sera in stazione.
Ci salutavamo attraverso il finestrino
ti vedevo andar via – ti voltavi
in chiaroscuro sul binario –
ripartivo verso il nodo di approdo, di partenza
cullando il pensiero del prossimo incontro.
Chissà se mi chiedevo, come ora mi chiedo
se a questo mio essere figlia e donna
sia data una salda consistenza
come rotaie di un’unica fermata
Francesca Innocenzi è nata a Jesi (Ancona) nel 1980. Laureata in lettere classiche, è dottoressa di ricerca in poesia e cultura greca e latina di età tardoantica. Ha pubblicato prose liriche, racconti e le sillogi Giocosamente il nulla (Progetto Cultura 2007), Cerimonia del commiato (ivi 2012), Non chiedere parola (ivi 2019), Canto del vuoto cavo (Transeuropa 2021); la plaquette Formulario per la presenza (Progetto Cultura, 2022); i saggi Il daimon in Giamblico e la demonologia greco-romana (Eum 2011) e Voci dal tempo indicibile. Ventuno saggi brevi sulla poesia (Rossini 2023); i romanzi brevi Sole di stagione (Prospettiva 2018) e Diario di una stalker mancata (Progetto Cultura 2022). Nel 2023 è uscita in Romania la plaquette bilingue Halou de toamnǎ/ Alone d’autunno per Edizioni Cosmopoli; nel 2024 la silloge Formulario para la presencia (Letra Dorada, Colombia), tradotta in spagnolo da Emilio Coco. Ha ideato e diretto il Premio di poesia “Paesaggio interiore” ed è direttrice artistica dell’omonimo Festival.
