“Rilegature veneziane” di Clarissa Arvizzigno

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Immagine di copertina e articolo a cura di Pietro Romano

Si propongono di seguito alcuni estratti da “Rilegature veneziane” (Arcipelago Itaca, 2025, introd. di Paolo Steffan, con scatti fotografici di Paolo Lotto).

La città invisibile

Venezia nel lago di un ricordo:
tratteggio la città invisibile
che dall’acqua prende forma.
Tu mi dici no, non c’è acqua,
solo continua dispersione in questa
lacca di secondi, in questa colla
di fonemi che cementa
in sfere di parole.
Tu immergi lo sguardo nel canale
e nel bacio avviene un’espansione:
è l’avvitamento dell’istante nella storia,
questo sospiro lento che inchiocciola
le ore in ovatta senza fondo.
È questo paesaggio di lunette colorate,
è il momento delle sferette piene,
del loro movimento pausato
che ritma la scala e la comprende
in quest’ascesa di lancette nei respiri.
È questa la città che si nasconde
in qualche specchio d’acqua che si sfalda,
dove tu scopri con parole
la promessa che trasforma
l’invisibile in ombra di carezza.

*

Trame traverse

Sì, tu scorrevi tra le mie pagine,
eri qui, hai lasciato il segno rosso,
col sorriso traverso lì: l’orma era
la tua. E l’enigma rimane tracciato
sul filo merlato della parola:
quale silenzio oscurò la tua voce
quando mi rispondesti nello spazio
d’un sì: era un si passivante.
Ci sapevamo agenti noi (i) segreti
di trame (nostre) per sorrisi traversi.

*

Elegia

Ho nostalgia di te, ti dissi un giorno
e l’acqua rimestava nel suo fondo
quell’alga, quel laccio d’elegia
che cinge il girovita della storia.
Un nocchiere che slogava
il tempo dai canali veneziani
e ridestava stagni, lamenti sotto gocce
di ricordi: luci di suono,
sonagli, elastici imbrigliati in alghe
di parole mai composte.
L’intero di parola mai scoperto,
la previsione dal retro della carta:
un vetro in pianto, un rito in suono
e giù quella parola tracimava
dal lamento un’elegia legata:
le lettere in collana, le sillabe in frammento.
Un canto si scollava
in lune di lagune ed era notte.

Clarissa Arvizzigno è nata a Corleone nel 1994 e ha vissuto parte dei suoi anni a Cattolica Eraclea, paese dal mare greco molto amato. Ha conseguito la laurea in Italianistica presso l’Università degli studi di Bologna con una tesi sull’opera di Caproni riletta in chiave fenomenologica, della quale sono stati poi pubblicati degli estratti nella rivista “Dialoghi Mediterranei”. È impegnata in ricerche su temi di estetica in relazione alla letteratura e alle arti
figurative, e alcuni suoi saggi sono stati pubblicati nella rivista prima citata.
Due sue poesie, Lamelle e Sfere, inserite in Rilegature veneziane, sono state pubblicate e commentate da Maurizio Cucchi ne La Bottega di poesia de “la Repubblica” Milano.Attualmente insegna materie letterarie nei licei di Venezia
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