Mariano Lamberti: “Magia del tempo breve”

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Da Magia del tempo breve (Graphe.it, 2024, prefazione di Davide Rondoni)


La supplica di Brahma

Non spezzare l’ultimo raggio in cielo
Lascia tremare le ombre sulla terra
Io carico d’affanni non mi sazio
Che di questa primavera che muore.
Ritorna dalla moltitudine di fango
ti riconoscerò dal colore degli
occhi, persi nelle vesti amaranto.
Sarà il fiuto di una bestia che ti scoverà
come il serpente conosce il sentiero
i terremoti e le guerre il loro cimitero
i ciechi a bramare il precipizio nero.
Allontana le minacciose sere d’estate
quando ascoltavi le sirene del futuro
isole di felicità non calpestate
voci di boia che sognavano un domani sicuro;
questo è il vino del presente che dà l’ebbrezza di
Eterno.
Siamo la rete di Indra mantello dei cuori divisi
siamo il fucile abbassato quando il muro cade
e il canto di vittoria non assorda.
Siamo i bambini che si accordano
al canto degli uccelli
il ritmo del motore che trema nel traffico
a spiare i volti fratelli
angeli mesti con sorrisi deserti
bicchiere tintinnante nei bar all’aperto
un fiume sensuale che lambisce i confini
di una gioia nascosta nel buio dei giardini
la musica interna invocata dal cuore
prima di ogni appuntamento d’amore.

Io ritorno a mostrare come si getta con gioia
il bene più profondo
e quello futile che cade dalle mani,
come l’albero vedovo della calda stagione
si separa dalle sue figlie senza più linfa
apri le mani e lascia cadere la vita che mai ti
appartenne come la luce dell’occhio.

Io ritorno ad aprire il cuore nella selva,
ai piccoli animali che circondano
i sordi signori della melma.
A spezzare la parola dai suoi significati,
a rendere cerchio, il tempo sovrano,
mostrando la rabbia del rapace umano
sempre uguale, come fa l’artista
con le mani ferite e il cuore dubbioso
che segue lento il passo
dell’adolescente curioso,
che non cerca la via del perdono
ma abbracci nella capitale in fiamme
bugie senza ali in letti vuoti
che generano la magia del tempo breve:
quei ricordi che ti legano alla meraviglia della
vita saranno zavorre nella scalata verso
la luce della mente.

Sarò sui gravidi barconi del mare di Omero
a benedire le teste dei cuori puri,
dall’umida pupilla, gente che grida contro il cielo
per insegnare il silenzio della rugiada.

Ora che tutto ho ascoltato e compreso
torna a estinguere la sete del mondo dietro al mondo
poiché questi esseri viventi ancora si
nutrono delle otto illusioni,
come fa una vacca scheletrica nella casa che brucia,
torna a saziare l’occhio che brama l’oggetto in fiamme.

Io ritorno ma abbandonate ogni dubbio
come un frutto acerbo avvinghiato al ramo si strappa,
rinunciate a figli, mogli, mariti, seppellite forzieri
spregiate visi immacolati, corpi turgidi,
brama del dominio di sè,
queste navi fantasma non vedranno nessun
porto felice.
Come un’aquila si alza in volo,
quando un incendio consuma il bosco
e vede le sue prede dimenarsi in un grande fuoco
così io dalle ceneri di quel bosco
senza vita, vedo emergere
centinaia, migliaia di decine di
miliardi di milioni di teste annerite
che sarà impossibile annotare, pronte a danzare,
gente che non conta le onde del mare
senza posa staccheranno i chiodi dall’altare:
schiere, moltitudini, abissi di numeri
soccorritori del prossimo, fedeli a sé stessi
come il fiato alla bocca.
A loro insegnerò come donare l’eterno
battito d’ali alla mente caduca
il ritmo del respiro che muta
quando si invoca il nome della vita,
la nota che nasce dalla voce nuda,
e si accorda all’Universo che vibra.

Sono la macchina da scrivere dell’universo,
sono il ritmo del mondo impaziente bocciolo,
sono l’arco e la freccia che mira al suolo
sono lo sguardo che chiede un’ora di vita
sono il tesoro nascosto tra le tue dita
sono la vita che mai ebbe inizio
sono intelletto sul precipizio
sono Tutto, anche quel Niente
dove mi è dolce sperder la Mente.







Mariano Lamberti, originario di Pompei, dopo la laurea in Filosofia a Napoli Mariano Lamberti si è formato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e alla New York Film Academy, gettando le basi per una carriera artistica poliedrica.
Dal suo esordio con il documentario Una storia d’amore in quattro capitoli e mezzo alla regia di film come Non con un bang e Good As You. Tutti i colori dell’amore, Lamberti ha costantemente affascinato il pubblico con sensibilità narrativa e visiva. Oltre al cinema e alla tv, ha lavorato in teatro, dove ha diretto varie opere, tra cui gli apprezzati Processo a Fellini e Razza sacra, in occasione dei centenari della nascita rispettivamente del celebre regista e di Pier Paolo Pasolini.
La sua vena artistica si è espressa anche in romanzi – Una coppia perfetta (goWare 2016), Il lungo risveglio dell’impiegato E (Mesa 2018), Amore sesso e altri emoticon (Lantana 2019), La vita nascosta del tempo presente (Le Mezzelane 2020), Il maestro (Giulio Perrone 2021) – e in poesie, da Dopo il dolore (Libero di scrivere 2007) a questa Magia del tempo breve che lo conferma come autore eclettico e coinvolgente, capace di toccare le corde più profonde dell’animo umano.











Fotografia in copertina Todd Izen