Stefania Bortoli: “Desiderare”

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Stefania Bortoli, Desiderare (Arcipelago Itala 2023, pref. di Alfredo Rienzi)

“Dove altro può volgersi il desiderare se non verso ciò che non si ha? È perentoria l’epigrafe che Stefania Bortoli pone in capo alla prima sezione dal titolo Il giardino dell’attesa – quasi una seconda sinonimica definizione: «Venga ciò che ancora / non è stato» (Paul Celan). Un “così sia” (così avvenga!) che si ripeterà nella vita per l'(in)finita serie dei passi, salendo e sovrapponendosi dagli ambiti biologici, istintuali e materiali, alle sfere psichiche e pulsando nell’insondabilità dell’essere spirituale. l’attesa dell’a -nima («addormentata / fuori dal tempo») della «rosa purpurea è la preziosa metafora, reggente il primo componimento, del premio del desiderare. Premio necessario e vano, vitale ed esiziale, ché il raggiungimento del desiderio è la sua estinzione e la nascita del prossimo. Inestinguibile, il desiderare («la forza indomabile del desiderio»). Per certi aspetti, che non esiterei a chiamare fondanti, vita e desiderio sono sinonimi o quanto meno fenomeni coincidenti.”


(dalla prefazione di Alfredo Rienzi)

https://www.amazon.it/Desiderare-Stefania-Bortoli/dp/B0CJ611F7R

Dal libro


Si era addormentata
fuori dal tempo l’anima perduta
Dentro l’inconscio sogno
come profondo sonno
cieco
velato nei varchi dei sogni

Nelle vene esangui
l’eco remoto
del mio cuore desolato

In un’altra parte del tempo
aspettava una rosa purpurea d’aprile

*


Non cammini davanti a me
e ti volti sempre
a osservare bene le stesse cose.
Mi ripeti – ah, come sei sentimentale
cerchi ancora sassi alberi e fiori
ascolti il Canto degli uccelli
e non dimentichi mai
l’inverno delle rose.

*


Regno dei Fanes

La prossima estate ti farò incontrare Hans.

Lontano dal bosco,
l’ho visto danzare – danzava sotto la pioggia leggera.
Era nudo il mio bambino
correva sulle rive – saltava sui sassi
poi scivolava come un pesce nell’acqua
del ruscello di montagna.

Naturalmente vive la gioia di esistere
tutta la bellezza che crea il mondo
e tutto ciò che abbiamo immaginato di tenere fra le braccia.

Scivolano lontane la mancanza
e l’universale istante dell’infanzia.

*


Talvolta l’inquietudine era
come un ramo d’albero che scorre sull’acqua.
Ero già figlia del fiume
dell’aria che si sgretola nel folle vento.

Quando arrivò la metamorfosi
innescò nel corpo dolori sconosciuti.
Il sangue rosso vivo,
la corrente ciclica aprì un altro cerchio.

Sull’acqua ritornò l’onda .
Scivolavano molteplici realtà in un bacio.

Mi ricordo che avevo tanta fretta di crescere

*


Cabo Sardão


Camminiamo sul sentiero dei pescatori portoghesi
dove nidificano le cicogne
sulle falesie a strapiombo.

La marea spiana la spiaggia deserta – tocca
la nostra isola scoperta…
Spiaggia del mondo sommerso – riflette il cielo libero
e l’immagine di te va incontro alle onde oceaniche
cariche di luce.
Qui insieme ritorneremo alla casa del Mare di Atlante.


Nota
«Mare di Atlante»: nome derivato dalla mitologia greca. Il nome Oceano
Atlantico è attestato per la prima volta in Erodoto, ma solo con Plinio
prende il significato di oceano occidentale (o Esperio, in Treccani,
Enciclopedia).

*


Dentro al cuore di un inverno mite
la solitudine del tuo albero mi avvolse
s’incise con il silenzio tra lunghi rami spogli
s’allungavano – nello spazio vuoto – avorio lucente

Ed io non sapevo più se – l’infinito tendere
fosse fuori o dentro di noi




Stefania Bortoli (1960) è nata a Thiene e vive a Pove del Grappa. Si è laureata in Pedagogia di Padova con una tesi di Estetica e Psicoanalisi. È stata docente di Lettere al Liceo Artistico. Ha pubblicato: Voci d’assenza (Editrice Artistica Bassano 2012), prefazione di Stefano Guglielmin, postfazione di Gianni Giolo. Il libro è stato segnalato al Convegno internazionale di Poesia a cura di Anterem (2011) e ha ricevuto la Menzione di merito al Premio Nazionale di Poesia “Achille Marazza” (2013). Con la promessa di dire (Book Editore 2016) ha ottenuto la Menzione al XXXII Premio “Lorenzo Montano”(2018) ed è risultata tra le opere finaliste alla VIII Edizione del Premio nazionale editoriale di poesia “Arcipelago Itaca” (2022). La silloge inedita Il giardino dell’attesa ha vinto il Primo Premio Silloge “Transiti poetici” (2022). Sue poesie sono presenti in blog letterari quali di ”Sesta e di Settima grandezza” , “Blanc de ta nuque” “ Perigeion” e nell’Antologia “”Transitipoetici,” Volume XXVII (2021) Ha partecipato a rassegne, letture e incontri di poesia e alla realizzazione di diversi libri che interpretavano i suoi testi poetici (tutte opere prodotte con artiste visive). Ha partecipato alle edizioni 14 e 15 (2022-2023) di “Libri di versi”. Nel 2023 con la casa editrice Arcipelago Itaca ha pubblicato la raccolta Desiderare (prefazione di Alfredo Rienzi)