actinorrize (XII): Carlotta Cicci e Stefano Massari

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Ciao ragazzi, ci si incontra sempre più spesso in quel di Bologna o attraverso le videocall, è noto che seguo il lavoro e Carlotta da quando esordì, mentre i contatti con Stefano risalgono agli anni 2000. Conoscendo il vostro stare nel mondo immagino che ci sia continuamente un intrecciarsi di pensieri comuni e sentire diametralmente opposti; forme che si incontrano e mutano, segni che richiamano per ciascuno cose molto differenti. Vi scambiate i libri le letture o frequentazioni di mostre, libri d’arte, docufilm? E adesso, in questo periodo cosa state leggendo? Che tipo di restituzioni avete?



C: Una cosa che succede tra me e Stefano, più che determinare qualcosa in comune o di diametralmente opposto, è espandere le visioni di entrambi, contaminandole di ogni elemento si annunci nei nostri infiniti dialoghi quotidiani.
Sostanzialmente quello che ci scambiamo è la vita, e qualsiasi canale di condivisione (dai libri ai figli) per noi è un accesso alla riflessione, alla sensazione e alla critica (intesa ovviamente non in modo dicotomico), una urgente spinta di crescita, evoluzione che ci appartiene con tutte le nostre similitudini e differenze, che poi… non sono così importanti quando la restituzione è sempre una luce in più attraverso la quale guardare l’esistere, l’umanità, il mondo, con tutte le sue strettoie e vastità.
Personalmente in questo periodo io non sto leggendo specificamente autori di poesia (Stefano si), perché il mio percorso lavorativo di Counseling Psicobiologico mi sta intrattenendo (lasciando poco tempo alla lettura di poesia) in infinite letture di Psicologia, Sociologia, Filosofia e Neuroscienze, nelle quali mi sto perdendo con meraviglia, scoprendo mondi nascosti e ancora e ancora nuove visioni, che per me al di fuori della loro funzionalità nel mio lavoro, sono comunque ‘poesia’, perché alla fine tutto ciò che esiste, che ci circonda e che ci accade, per me ha questo esito: la Poesia.
Allora quello che ci restituiamo io Stefano è sempre anche per vie traverse, poesia.

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S: tra noi c’è un dialogo quotidiano e costante su tutto . su ciò che sentiamo che vediamo e anche su ciò che leggiamo . carlotta poi ama leggermi alcuni passaggi dei suoi studi ad alta voce . ha una vera passione per questa cosa . ed è preziosa perché mi attiva dei momenti di attenzione complessi e molto intensi che altrimenti non avrei . deposita spunti indicazioni spostamenti che si incidono e aspettano di essere percorsi . apre soglie . le letture poetiche sono più individuali con dinamiche diverse . io da sempre pratico due modalità di lettura della poesia . una più casuale e istintiva . senza un ordine o un’intenzione . come per attivare uno stato di concentrazione . un interruttore che mi aiuta a entrare in quelle zone di ascolto aumentato che preludono a una possibile – ma non certa – scrittura . l’altra modalità è di conoscenza e studio di un testo . rigorosamente dalla prima all’ultima pagina . sono due flussi che spesso si intersecano . si interrompono l’un l’altro . il fatto è che leggo poesia ogni giorno . e leggo di tutto . cerco forme in ogni forma . dalla più vicina alla più lontana . dalla più amica alla più insostenibile . poi ho le mie fedeltà ma non mi fermano . sono sempre pronto a entusiasmarmi per un testo o un’opera che mi accende .





Curando un settore quello delle contaminazioni tra arti ricevete già automaticamente molti libri dagli operatori, ma quando comprate voi i libri come li scegliete? Cosa vi chiama e cosa si fa trovare?

C: a parte gli autori verso i quali siamo si può dire ‘fedeli’, siamo curiosi anche di autori che conosciamo meno e dei giovani esordienti. Diciamo che nelle comunicazioni che intratteniamo nel mondo della poesia, spesso riceviamo anche consigli motivati da qualcuno in qualche improvvisato confronto e allora ci andiamo a vedere ecco.
Non sappiamo mai cosa cerchiamo, se non che qualcosa ci tocchi, oso dire spudoratamente ‘ci turbi’, ci apra il sentire e lo sguardo, che aggiunga qualcosa alla nostra percezione, che generi psiche nella psiche’, e che soprattutto non ci conforti, ma che crei quei movimenti, quelle fessure, crepe, fratture per rivedere il dettaglio o l’immensità in egual misura in una fame di metamorfosi.
Una metamorfosi che però non sempre è possibile, non sempre si fa trovare.

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S: certe fedeltà si sono nel tempo consolidate . non sono molte e diminuiscono . lasciando il posto a una crescente delusione . che poi passa e si ricomincia a leggere con sguardo e ascolto più aperto e obiettivo . seguo con molta attenzione ogni sviluppo dei percorsi poetici che incontro . sono perlopiù un cercatore . convinto da sempre che in poesia è più importante leggere che scrivere . io leggo davvero tutto e tutti senza preconcetti . per fortuna non faccio il critico e non sono un accademico quindi sono totalmente indipendente . ma sono però molto esigente . nel tempo penso di aver sviluppato un certo fiuto e sto molto attento a non incasellare un libro sulla base di un ‘sentito dire’ o di simpatie o tendenze o approcci di superficie che a volte possono capitare . se mi accende e mi piace non sono assolutamente interessato alle carriere e ai prestigi che accompagnano un libro . anzi più spesso mi inoltro in territori che potrebbero sembrare avversi e non di rado mi sorprendo ad apprezzare scritture che fin lì mi tenevano lontano . soprattutto noi i libri di poesia li compriamo . e ne compriamo molti .





Ci sono testi a cui tutti noi siamo legati affettivamente o per motivi di concomitanza, voi avete come coppia artistica dei libri ai quali tornate insieme? Oppure volumi sui quali non avete mai raggiunto un accordo ma che ciclicamente tornano nelle vostre letture?

C: raramente non ci troviamo in accordo sui libri anche se ovviamente capita, ma i libri li leggiamo individualmente e ‘in silenzio’. Non leggiamo i libri insieme, e se un libro ci colpisce ce lo suggeriamo, e poi chissà l’altro quando lo leggerà…
Io e Stefano condividiamo una forma riservata, discreta e intima, nella lettura di poesia, che non ci porta a stare insieme su un libro nello stesso momento.
Ognuno di noi due ha un tempo, uno spazio, direi anche un umore e sappiamo lasciarci ognuno, quel respiro di individualità, che però poi nei nostri dialoghi ci fa tornare ad una ‘fusione’ del tutto, ad un respiro ‘uno’ dove tutto ancora in una forma diversa assume un’apertura dove tutto può succedere.
Ci sono autori, che tornano sempre e io personalmente torno raramente sui libri, almeno in questo periodo, e anzi ho molti libri da leggere, uscite degli ultimi due anni a cui presto spero mi dedicherò con molta curiosità.
Però una cosa la posso raccontare. Al nostro primo incontro, nel nostro posso dire ‘primo giorno’, a Roma alle 5 di mattina, in un bar al Campidoglio davanti ad un the caldo, mentre fuori pioveva, Stefano mi donò di Giovanna Sicari ‘Poesie 1984-2003’, il libro di cui sono più gelosa.

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S: di sicuro torniamo talvolta su certe voci che continuano a convincerci . anche solo per un attimo . l’elenco è davvero lungo .
credo potremmo addirittura ormai immaginare una specie di antologia – forse anche critica – delle nostre letture . e chissà forse la faremo . anche solo per divertimento o restituzione . cosa quest’ultima che da tempo sto pensando di iniziare a fare a modo mio . anche se in un certo senso il nostro progetto zona|disforme svolge anche questa funzione .
letture che sono sempre molto accurate e slegate anche da certa mondanità e tendenze del momento varie . anzi . quando incrociamo libri o testi di autori molto sostenuti o molto agitati sulle fuggevoli creste dell’onda (social e altro vario rumorìo) aspettiamo che quelle creste si depositino in acque più calme per leggere con il dovuto rispetto e attenzione . ci sono state sorprese in negativo ma anche in positivo . più in negativo direi ma non fa niente . siamo sempre pronti a ricrederci . è la poesia a essere importante per noi . conta l’opera il resto è accessorio . dopotutto il nostro giudizio è più o meno irrilevante . questo ci piace e ci fa muovere con massima libertà dentro tutte le zone di poesia che possono essere di nutrimento . diventasse rilevante il nostro giudizio niente nei nostri comportamenti e bisogni di poesia cambierebbe . e comunque continueremo a comprarli i libri di poesia . fin quando ci sarà possibile .