Da La casa e altre poesie (Interlinea 2009)
La casa dove sono realmente cresciuto
era un appartamento all’ultimo piano
di un palazzo simile ad una nave
superava in altezza tutte le case vicine.
Dalla terrazza contemplavamo tutta Atene
o, quando suonava l’allarme e scendevamo
nel rifugio sotterraneo, io scappavo via
e andavo su e giù con l’ascensore
che nessun compagno di scuola allora aveva.
Quando finivo i compiti, il greco antico,
la matematica, il francese, l’inglese,
perfino le lezioni di piano, prendevo la mia bici
e me ne andavo in giro saltando sulla sella
o facendo altre acrobazie, e sognavo il motorino,
o ascoltavo la musica dai dischi
che mettevo sul giradischi RCA.
L’appartamento era grande, salone e sala da pranzo,
un ufficio per mio padre e uno per me
camere da letto separate per tutti
perfino per la nonna e alcuni zii.
Ovviamente il palazzo non era nostro,
apparteneva a un importatore di carta
ma noi lo chiamavamo “la nostra casa”,
non c’importava proprio niente.
Per raccontare tutto di una casa
devi costruirne una più grande di parole
e in poesia troppe parole non servono
ma ora neppure questo m’importa.
*
Visto che adesso è tardi
per chiedere a mio padre
perdono per cose
che soltanto io conosco,
forse dovrò chiederlo a qualcun altro,
ma per quattro cerchi non trovo
tra i miei conoscenti quello giusto,
quello che in effetti potrebbe concedermelo.
Il perdono che cerco
penso a volte di chiederlo
a qualche sconosciuto per la strada,
ma di nuovo mi fermo e rido
all’idea che sto per interpretare
uno degli eroi di Dostoevskji.
*
Che sarebbe di noi
se non rinascesse continuamente il nulla?
Come potremmo tracciare il profilo
del nostro io che cambia,
come escogiteremmo il modo
di toccare gli altri,
come faremmo a riempire
il nostro mondo che si svuota?
Che sarebbe di noi
senza la risurrezione del nulla
senza la sopravvivenza del vuoto?
Col vuoto costruiamo a regola d’arte labirinti
come Dedalo aveva costruito il suo
e tentiamo di liberare dal loro fondo
un invisibile Minotauro.
Titos Patrikios, figlio di due noti attori del teatro greco, è nato ad Atene nel 1928. Durante l’occupazione nazifascista ha partecipato alla Resistenza e nel 1944 ha rischiato l’esecuzione. Dal 1951 al 1954 è stato confinato nelle isole di Makrònissos e di àghiostratis, e dal 1954 al 1959 ha vissuto ad Atene come «confinato in congedo». Laureato in Giurisprudenza all’Università di Atene, è diventato avvocato, lavorando anche come giornalista. Molto attivo nel campo culturale, è stato, nel 1954, fra i fondatori dell’importante rivista letteraria “Epitheòrisi Technis”. Dal 1959 al 1964 è stato a Parigi dove ha studiato Sociologia e Filosofia a l’école des Hautes études e ha lavorato come ricercatore al Centre National de la Recherche Scientifique. Nel 1967, all’avvento della dittatura dei colonnelli, sfuggendo all’arresto, lascia la Grecia e vive a Parigi, dove lavora come consulente all’Unesco, e a Roma, dove lavora alla FAO. Dal 1976 vive ad Atene.
Dopo l’esordio come poeta nel 1943 sulla rivista studentesca “Xekìnima tis Niòtis”, la sua prima raccolta di versi, Strada sterrata, risale al 1954. Seguirono le raccolte Apprendistato (1963), Fermata a richiesta (1975), Poesie, I (1976), Mare promesso (1977), Controversie (1981), Specchi a fronte (1988), Deformazioni (1989), Apprendistato, ancora (1991), Il piacere delle dilazioni (1992), Poesie I, II, III (1988), La resistenza dei fatti (2000), La Porta dei Leoni (2002), Il nuovo tracciato (2007), Poesie, IV (2007), Brama d’amore che scioglie le membra (2008), La casa (2009), Convivenza col presente (2011), La poesia ti trova (2012). Ha pubblicato anche quattro volumi di racconti e numerosi saggi letterari, sociologici e giuridici. Due suoi libri di sociologia, scritti in francese e tradotti in inglese, spagnolo e russo, sono pubblicati dall’Unesco (1972, 1976) e due altri scritti in inglese e francese sono pubblicati dalla FAO (1970, 1974). Ha tradotto in greco, tra gli altri, testi di Spinoza, Lukàcs, Hannah Arendt, Walt Whitman, Majakowskij, Neruda, Saint-John Perse, éluard, Aragon, Brecht, Balzac, Stendhal, Valéry. Sue poesie sono state pubblicate in tutti i paesi europei e in Messico, Cile, Brasile, Egitto, Marocco, Cina. Due sue raccolte sono state tradotte in Francia (Altérations, Parigi 1991; Apprentissage, Parigi 1996); due in Germania (Spiegelbilder, Colonia 1993; Das Hans, Berlino 2010). Un’antologia di suoi versi è pubblicata negli Stati Uniti (The Lions’ Gate, 2006). Un’ampia antologia delle sue poesie tradotte in italiano da Nicola Crocetti, La resistenza dei fatti, è uscita nel 2007 in Italia da Crocetti Editore. Interlinea ha pubblicato le due antologie con testo greco a fronte La casa e altre poesie (tradotto dallo stesso Crocetti, nel 2009) e Le parole nude nel 2013.
Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti da Patrikios in Italia si ricorda il Premio Brancati, Zafferana Etnea 2007, Premio Letterario Internazionale l’Aquila-Carispac 2009, Premio internazionale di Poesia Civile di Vercelli 2009, Premio Feronia Città di Fiano 2011. Nel 2004 il presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica per il suo contributo allo sviluppo dei rapporti culturali tra l’Italia e la Grecia.
