Qual è il seme da cui è germinata la tua poesia?
Forse è il silenzio in cui sono cresciuto. La tranquillità della natura e la quiete del piccolo villaggio di montagna al confine con l’Austria dove sono nato. Ricordo le ore passate sveglio di notte ad ascoltare il vento, i suoni lontani degli animali provenienti dalle stalle del villaggio e mio fratello che parlava da solo nel sonno. E d’inverno, soprattutto quando cadeva la neve, questo silenzio si prolungava fino al giorno. A volte accendevo la radio accanto al letto e ascoltavo in silenzio le canzoni che trasmettevano da un altro mondo lontano. Ricordo ancora un programma di una stazione radio chiamato “Supersonic” e le canzoni di Lucio Battisti. Molto più tardi, ebbi un insegnante di tedesco al liceo, il dottor Alfred Gruber, un amante ossessivo di ogni forma di letteratura, che mi incoraggiò a scrivere. Fu lui per così dire, il mio primo lettore. Ero in collegio vicino a Merano, a molti chilometri da casa, e forse è stata anche la nostalgia di questo silenzio così lontano e non più accessibile, perché l’infanzia a un certo punto finisce, che ha contribuito a farmi iniziare a scrivere.
Quale la sua genesi nel tempo?
I miei primi tentativi poetici, che risalgono all’età di 17 anni, imitavano gli autori che leggevo all’epoca al liceo. Grazie ai miei studi universitari a Innsbruck, sono poi entrato presto in contatto con la letteratura austriaca più recente e ho letto ad esempio anche il “nostro” n.c. kaser, il noto poeta altoatesino purtroppo scomparso troppo presto. All’inizio scrivevo solo per me, come tanti altri, poi per riviste letterarie, dove a volte lavoravo nel comitato di redazione. Un passo importante è stato l’aver vinto il Premio Letterario per la poesia della Città di Innsbruck (Austria) nel 1991, quando già vivevo di nuovo in Sudtirolo e lavoravo come insegnante. Il mio primo libro di poesie è stato pubblicato nel 1992 da Haymon, una casa editrice di Innsbruck, e da allora ho pubblicato un volume di poesie più o meno ogni 4-5 anni, alternandoli a racconti e romanzi. Anche se di recente ho scritto più romanzi, comporre poesie è ancora importante per me, e continua a essere lo strumento che prediligo per riflettere su me stesso, sul mondo e sulla realtà.
Quali i poeti che negli anni hai sentito più affini alla tua sensibilità?
Il mio primo grande amore all’età di 18 anni è stato Bertolt Brecht. Una raccolta di sue poesie fu anche il primo libro che comprai. Poi seguì la scoperta dei poeti austriaci dell’epoca, e ancor oggi noti, come Ingeborg Bachmann e Erich Fried, il poeta ebreo che si rifugiò a Londra per sfuggire ai nazisti. Tra gli autori italiani Eugenio Montale, di cui ho letto molto presto le poesie della raccolta “Ossi di seppia”, è sempre stato molto importante per me. Mi sono sentito molto vicino anche ai cantautori che ho conosciuto in quel periodo: dagli chansonniers francesi, come Jacques Brel, a quelli tedeschi, come Franz Joseph Degenhardt e anche a quelli italiani, come Fabrizio de André e Lucio Dalla. Anche se poi il mio modo di scrivere ha preso strade molto diverse, ho senza dubbio ammirato la loro visione speciale e poetica della realtà. Ultimamente mi sono appassionato alle poesie del grande poeta scozzese John Burnside, incontrato una volta a un festival di poesia in Svizzera e purtroppo scomparso circa un anno fa.
Ti ritrovi nella riflessione, trascritta di seguito, di Giacomo Leopardi?
“Felicità da me provata nel tempo del comporre, il miglior tempo ch’io abbia passato in mia vita, e nel quale mi contenterei di durare finch’io vivo. Passar le giornate senza accorgermene, parermi le ore cortissime, e maravigliarmi sovente io medesimo di tanta facilità di passarle.
(Giacomo Leopardi, Zibaldone, 4417-18, 30 novembre 1828)
È una riflessione che condivido pienamente. Quando scrivo mi dimentico spesso del tempo che passa e le ore volano. Intere mattine, interi pomeriggi. E nel mezzo, la felicità che provo quando una riga riesce come l’avevo immaginata. Questo stato è qualcosa di speciale, paragonabile a poche cose. Tuttavia, pur essendo importante, la scrittura rappresenta solo un aspetto della mia vita. Per non parlare dei dubbi e della disperazione, che fanno pur sempre parte del processo creativo…
Sepp Mall, nato nel 1955 a Graun (Alto Adige, Italia), infanzia tra le montagne dell’Alta Val Venosta, studi a Innsbruck, dal 1993 vive a Merano. Poeta, romanziere, autore di testi radiofonici e occasionalmente traduttore dall’italiano (p. e. Kenka Lekovich: Der Zug hält nicht in Ugovizza / Se improvvisamente il treno si fermasse a Maglern, 2010).
Diversi premi e borse di studio, tra cui il Premio internazionale di poesia “Meraner Lyrikpreis” 1996, una borsa di studio del Ministero federale austriaco per l’istruzione, le arti e la cultura nel 2011 e la borsa di studio del Tirolo del Nord (Austria) “Großes Tiroler Literaturstipendium” nel 2017. Il romanzo “Wundränder” è stato scelto come libro “Innsbruck-liest” nel 2005 e regalato in 10.000 copie ai lettori della medesima cittá. Il romanzo “Ein Hund kam in die Küche” è stato inserito nella longlist del “German Book Prize” nel 2023 e ha ricevuto il “Premio Merano Europa” nel 2024.
Diversi suoi testi sono stati tradotti, tra cui in italiano (Ai margini della ferita, Kellereditore 2014; Stanze berlinesi, Kellereditore 2022; Lo stato delle cose, Il ponte del sale 2025), ceco e bulgaro.
Libri (selez.):
Wundränder. Roman, Haymon 2004; haymontb 2011
Wo ist dein Haus. Gedichte. Haymon 2007
Berliner Zimmer. Roman. Haymon 2012
Auferstehung der Tiere. Lyrik aus der Offizin S., Heft 16, mit einem Holzschnitt von Abi Shek, Meran 2012
Berliner Zimmer. Roman. Haymon 2012
Schläft ein Lied. Gedichte. Haymon 2014
Hoch über allem. Roman. Haymon 2017
Holz und Haut. Gedichte. Haymon 2020
Ein Hund kam in die Küche. Roman. Leykam 2023; Nagel & Kimche tb 2025
Opere teatrali:
Mannsteufel. Regia: Torsten Schilling. (Theater in der Altstadt. Merano 2001)
Brandstätten. Regia: Torsten Schilling. (Freilichtspiele Lana. Gärtnerei Galanthus 2004)
Überschreitung. Regia: Rudi Ladurner. (Theater in der Altstadt. Merano 2013)
Radiodrammi:
Nacht in Izmir, Nacht in Innsbruck. Regia: Martin Sailer. ORF Tirol. 1995
Inferno Solitario. Regia: Martin Sailer. ORF Tirol 1997
Silence please. Regia: Martin Sailer. ORF Tirol 2001
Alles flieht. Flüstern. Sätze. Stimmengewirr. Regia: Martin Sailer. ORF Tirol 2012
Vedi anche literaturport.de: https://www.literaturport.de/lexikon/sepp-mall/
o Lessico della letteratura del Tirolo / Brenner-Archiv: https://orawww.uibk.ac.at/apex/uprod/f?p=TLL:2:0::::P2_ID:460
Fotografia di Minitta Kandlbauer
