Portosepolto #23 (esordio)
Andrea Tuccini, Le case chiuse (peQuod, 2025, prefazione di Daniela Marcheschi)
Raccontami dei vivi
Raccontami dei vivi e potrai fermarti
nel mettere male il piede
alla conquista della memoria,
una strada di montagna
dove è impossibile tornare indietro.
Sai che non ho paura?
In quelle case abbandonate
che il tuo sguardo spalanca
non vi abita più alcun fantasma.
*
Ora mi è accessibile il conforto.
Perché dovrei lamentarmi,
se almeno a una creatura al mondo
ho potuto ridonare la libertà?
(A. S. Puskin)
Le case chiuse condensano il fascino e il rispetto che provo sia per la vita vissuta da chi un tempo abitava case ora diroccate, dimenticate da Dio e dagli uomini, sia per gli animali e le piante che in quelle rovine hanno trovato rifugio. La raccolta si sviluppa lungo un arco temporale segnato dalla malattia di mio padre, con tutti i suoi contrasti, distinguendo un “durante” e un “dopo” rispetto a quel periodo.
Queste pagine nascono da un percorso di esplorazione interiore e di riflessione sulla vita, sulla memoria e sul tempo.
C’è il tentativo di riaprire porte chiuse, liberando pensieri e sentimenti da spazi angusti per donar loro una nuova libertà.
La parola diventa così una via di fuga e uno strumento per affrontare l’irrevocabile e l’indicibile, un dialogo tra l’esterno e l’interno. È una ricerca di equilibrio tra dolore e speranza, tra solitudine e desiderio di appartenenza.

Andrea Tuccini, nato a Castelfranco di Sotto nel 1966, vive a Montopoli in Val d’Arno (Pisa). Biologo di formazione, alla ricerca biochimica presso l’Università di Pisa e alla Scuola Superiore Sant’Anna, ha affiancato un’intensa attività di scrittura di poesie e canzoni. Nel 1996 ha vinto il “Premio Grinzane Cavour” per il miglior testo all’interno del concorso “Grinzane Musica! Scrivi la tua canzone”, la cui giuria era allora diretta da Fabrizio de André.
