Portosepolto #20: Giulio Mazzali, La pratica del buio (peQuod, 2024, prefazione di Claudio Damiani)
La delusione è imminente,
come quando alla partenza
hai promesso a tutti noi
che avresti richiamato.
E l’attesa si è fatta tempo
vuoto, lenta pratica del buio.
La pratica del buio è una raccolta poetica articolata in cinque sezioni o movimenti. Le poesie, composte tra il 2020 il 2024, sebbene ispirate a vicende personali, assumono fin dall’inizio una dimensione corale, esplorando la desolata condizione dell’uomo contemporaneo. Nelle sezioni finali, restio ad accettare ciechi disincanti, l’autore prospetta “un nuovo viaggio”, la possibilità di una trasformazione individuale e collettiva:
Per trasformare il piombo in oro
è necessario abbandonare la vena
ormai esaurita, forse distorta.
Lasciare le tracce impresse
sulla sabbia, iniziare insieme
un nuovo viaggio.
Sia esso di ritorno:
al centro
il respiro del mondo.

Giulio Mazzali è nato a Velletri (RM) il 20 giugno 1979. Vive a Cisterna di Latina, dove lavora come insegnante negli Istituti Superiori. Ha esordito nel 2018 con la raccolta di poesie dal titolo Tempora (L’Erudita), ottenendo riconoscimenti di merito e recensioni su riviste e blog specializzati. Nel luglio del 2020 una sua selezione di editi è stata inclusa nell’antologia dal titolo Tramontana (Aletti Editore). Nel 2022 ha pubblicato per le Edizioni DrawUp la sua seconda raccolta, La forma nascosta della luce. Dal settembre 2022 è collaboratore della rivista “De Cultura Magazine Arte”s, edita dalla Fondazione De Cultura.
Nel 2023 e nel 2024 ha partecipato alla rassegna letteraria “Velletri Libris” introducendo con letture di poesia gli incontri serali. Suoi interventi sono stati pubblicati su “Laboratori Poesia” e sul blog “La poesia e lo spirito”.
