“A ogni latitudine – At every latitude”: Monica Guerra

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Monica Guerra, A ogni latitudine | At every latitude (Il Vicolo 2024, fotografie di Virginia Morini)


Per qualcuno è la frana / che portiamo dentro. Monica Guerra è un poeta a tutto tondo, che vive il poièin come una vocazione, una missione ineludibile: un poeta che lavora poco per sé e molto per gli altri. Per averne conferma, bisogna osservarla sul campo, metterne a fuoco la cultura, nel senso più pieno del termine, come capacità di coltivare ogni relazione con lo sguardo di chi accoglie con rispetto e pazienza, privilegiando i più fragili, anziani, disabili, pazienti con problematiche psichiatriche. Lo stesso sguardo che accarezza e accudisce i giovani che muovono i primi passi nell’universo poesia. La sua parola va assaporata sedendosi accanto a lei che, senza sosta, si e ci interroga sui misteri e sul miracolo della vita, dandosi e dando a ciascuno il tempo di riflettere sulla propria. Solo raramente il tono si alza, le parole possono farsi pietra (come direbbe Eugenio Borgna), quando diventa necessario reagire e denunciare per superare lo scoglio dell’impotenza e del dolore. Così accada in A ogni latitudine, una breve intensa silloge imbastita, a ferita ancora aperta, come urgente e doverosa testimonianza. Una testimonianza anche storica se vogliamo, corredata da poche intense fotografie della giovane e talentuosa Virginia Morini, ma offerta con la potenza, l’essenzialità e la sacralità della parola poetica che sa arrivare dove la lingua della quotidianità non potrebbe.

(Dalla nota di Nadia Scappini)



tra queste ombre il passo
è un pane raffermo
sotto la crosta si avvera
l’oltraggio della palude

è sempre notte prima
del tempo nel tempo
al collo delle pietre

è sempre notte
la gestazione della luce


among these shadows the step
is stale bread
under the crust the outragfe
of the swamp comes true

it is always night before
time in time
in the neck of stones

it is always night
the gestation of night

*

le costellazioni ridono
dei nostri sguardi al cielo
di San Lorenzo

quel desiderio una tantum
dell’origine l’illusione
di cadere travestiti dalla luce

qui le leggi non misurano
l’infinito è senza sponde
al di là della solitudine

il senso delle stelle non è
la consolazione del visibile

the constellations laugh
a tour glances at the heavens
at San Lorenzo

that desire one-off
of the origin the illusion
of falling disguised by light

here laws do not measure
an infinity with no shores
beyond all loneliness

the meaning of the starsi s not
the consolations of the visible

*

nell’allerta giace il presagio.

nonostante il buio
il livello monitorato
prima che la terra
esploda in fauci
prima che spalanchi il grido
dentro il diluvio

non sai chi sarà salvato.

in the alert the omen lies.

despite this darkness
the level monitored
before the earth
bursts into jaws
before the cry gapes
inside the flood

you don’t know who will be saved.

*

sono gusci fradici
le parole di maggio

senza retorica
sul rasoio dell’acqua
morte e candele

il naufragio
in cima alle scale
fra le sirene

these words of May
are soggy shells

without rhetoric
on the razor of water
death and candles

the shipwreck
among the sirens
at the top of the stairs

*

i piedi dentro le scarpe
dopo tutto il fango
Bologna non è mai stata
così lontana
dalle sue botteghe la vita
prosegue nonostante

ma le strade di petrolio
io me le porto dentro i paesi
sparpagliati nelle valli
una manciata
d’isole dimenticate
la eco smangiata tra le vene
nella scorza del silenzio

ogni cosa tiene prima
dello squarcio

my feet inside the shoes
after all the mud
Bologna has never been
so far
from its stores life
flows on despite

but the streets of oil
i carry them inside the towns
scattered through the glen
a handful
of fogotten islands
the echo worn out in my veins
in the peel of silence

everything holds before
tearing apart








Monica Guerra è nata a Faenza nel 1972. Alcune sue pubblicazioni monografiche sono: Entro e fuori le mura (Arcipelago Itaca, 2021); Nella moltitudine (Il Vicolo, 2020); Sulla soglia / On the Thresold (Samuele Editore, 2017); Sotto vuoto (Il Vicolo, 2016); Il respiro dei luoghi (Il Vicolo, 2014). Ha inoltre pubblicato le seguenti sillogi: FuoriCampo nei volumi 29-32 nr. 1-2 de L’anello che non tiene – Journal of Modern Italian Literature (Wisconsin University, 2022); Spezzare il pane, nel Quarto Repertorio di Poesia Italiana Contemporanea (Arcipelago Itaca, 2020); Expectations, nel Journal of Italian Studies (Northeast Modern Language Association, 2019).
Ha collaborato come traduttrice alle seguenti pubblicazioni: Il tuo nome ha l’ascolto del silenzio di Constantin Severin (Independent Poetry, sezione traduzioni, 2022); La bilancia del cielo di Nadia Scappini (Graphie, 2021); Diventa l’albero di George Mario Angel Quintero (Samuele Editore, 2020); Hundred Great Indian Poems a cura di Abhay K. (Bloomsbury, India, 2018).
Suoi testi sono tradotti in inglese, spagnolo, russo, ucraino e romeno e sono presenti in diverse antologie e pubblicazioni monografiche. Cura laboratori di poesie e di traduzione, letture e presentazioni. È presidente dell’ “Associazione Independent Poetry” e membro della redazione.








Fotografia in copertina di Evie S.