Qualcuno che canti le follie di Dio (XVI) – Vocazione

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Tutti abbiamo una vocazione
ma ne capiamo a stento
la voce. A me è bastato
un incontro, che lei fosse
prima ed io secondo.
E allora fu giorno,
e principio e ragione
di un nuovo mondo.

(Giulio Mazzali)

Ognuno, ognuna, di noi ha qualcosa di unico, irripetibile. Nasciamo alla vita con un dono, un dono speciale e segreto, tanto segreto che anche noi dobbiamo fare un lavoro di ricerca interiore per scoprirlo, e così comprendere davvero cosa siamo chiamati a fare nel mondo.

“Voi mi domandate se i vostri versi siano buoni. Lo domandate a me. L’avete prima domandato ad altri. Li spedite a riviste. Li paragonate con altre poesie e v’inquietate se talune redazioni rifiutano i vostri tentativi. Ora (poiché voi m’avete permesso di consigliarvi) vi prego di abbandonare tutto questo. Voi guardate fuori, verso l’esterno e questo soprattutto voi non dovreste fare. Nessuno vi può consigliare e aiutare, nessuno. C’è una sola via. Penetrare in voi stesso. Ricercate la ragione che vi chiama a scrivere; esaminate s’essa estenda le sue radici nel più profondo luogo del vostro cuore, confessatevi se sareste costretto a morire, quando vi si negasse di scrivere. Questo anzitutto: domandatevi nell’ora più silenziosa della vostra notte: devo io scrivere? Scavate dentro voi stesso per una profonda risposta. E se questa dovesse suonare consenso, se v’è concesso affrontare questa grave domanda con un forte e semplice «debbo», allora edificate la vostra vita secondo questa necessità”. (Lettere a un giovane poeta, Rainer Maria Rilke)

Per scoprire chi siamo, per scoprire cosa siamo chiamati a fare, per provare a realizzare il disegno d’amore che ognuno di noi è, si fa necessario un lavoro. Rilke lo descrive benissimo parlando della poesia, ma il suo discorso può essere utile per qualunque ricerca interiore. Mi sembra una valida modalità per scoprire la propria vocazione. Interrogarsi profondamente, con l’intenzione di interrogare Dio. Questo lavoro di scavo interiore, questa ricerca che ci porta fino alle profondità di noi stessi, questo sprofondare in sé per riemergere con una risposta su chi siamo…

“Una opera d’arte è buona, s’è nata da necessità. In questa maniera della sua origine risiede il suo giudizio: non ve n’è altro. Perciò, egregio signore, io non vi so dare altro consiglio che questo: penetrare in voi stesso e provare le profondità in cui balza la vostra vita; alla sua fonte troverete voi la risposta alla domanda se dobbiate creare. Accoglietela come suona, senza perdervi in interpretazioni. Forse si dimostrerà che siete chiamato all’arte. Allora assumetevi tale sorte e portatela, col suo peso e la sua grandezza, senza mai chiedere il compenso, che potrebbe venir fuori. Ché il creatore dev’essere un mondo per sé e in sé trovare tutto, e nella natura, cui s’è alleato.

Ma forse anche dopo questa discesa in voi stesso e nella vostra solitudine dovrete rinunciare a divenire poeta; (basta, come ho detto, sentire che si potrebbe vivere senza scrivere, per non averne più il diritto). Ma anche allora questa immersione, di cui vi prego, non sarà stata invano. La vostra vita di lì innanzi troverà senza dubbio vie proprie, e che vogliano essere buone, ricche e vaste, questo io ve lo auguro più che non possa dire”. (Lettere a un giovane poeta, Rainer Maria Rilke)

Si capisce, credo, in maniera piuttosto palese, che si tratta di mettere in gioco tutta la nostra vita, ne va completamente della nostra vita! E questo Giulio Mazzali, l’ha capito benissimo: “A me è bastato / un incontro, che lei fosse / prima e io secondo”. Siamo noi a dover seguire Lei, non il contrario. Allora ci è richiesta anche una certa umiltà, riconoscere che c’è qualcosa di infinitamente più grande di noi, qualcosa che vale la pena servire, che la nostra vita assume senso e valore se ci mettiamo al servizio, e questo servire fa di noi dei re. Paradossale, lo so. Ma è esattamente così: più servo qualcosa di grande, più sarò grande. E allora, va da sé: per essere al servizio di ogni follia di Dio, bisogna essere follemente innamorati di Dio!