Ineffabile (XVI): Franca Alaimo, Paul Valéry

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Le parole recitavano un rosario
di sassolini scagliati con rabbia
nel fiume: riportala qui – ripetevo –
non c’è ragione per morire.
Come mi smarrii
come contavo i giorni
e li strappavo – fogli di carta
con date e nomi – però adesso
m’inchino, però adesso so che lo stelo
Ci sorregge fin quando Lui vuole.
Il cielo ci guarda
con le pupille delle stelle
remote: è un gingillo la vita,
una folata di vento sulla pelle.

(di Franca Alaimo, da “100 poesie”, peQuod, 2024)

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Si leva il vento…! E di nuovo, la vita!
L’aria immensa apre e richiude il mio libro,
L’onda il suo fiotto avventa dalle rocce!
Volate via, pagine abbacinate!
Rompete onte! Rompete acque inebriate
Quel tetto quieto ove beccavan flocchi!

(di Paul Valèry, da “Il Cimitero Marino”, traduzione di Mario Tutino, Einaudi, 1966).










In copertina, Chaim Soutine, “Cagnes, paesaggio con albero”, 1924-25.