Sillabari (XIII) – Memoria | Lucianna Argentino

Autore/a cura di:

Immagine: Sandra Bartocha 

SILLABARI

Rubrica a cura di Silvia Rosa

MEMORIA | LUCIANNA ARGENTINO

“Corpo di fondo”, in chimica, è quella parte di soluto che non si scioglie e si deposita, proprio come i ricordi si depositano nel mare della memoria. L’importanza della memoria, che sia personale o storica, è evidente perché senza di essa  non c’è storia, cultura, tradizione, arte, quindi conoscenza.  In “Corpo di fondo” (Pequod, 2024) la memoria da sostanza della vita diviene sostanza della poesia, memoria del passato nella prima parte del libro, memoria del presente nella seconda parte. Noi siamo tutto quello che ci accade, ma tendiamo a identificarci con ciò che resta. La domanda allora è: resta l’essenziale o resta solo ciò che riteniamo degno di essere ricordato? Alla luce di quanto sono riuscita a esprimere in queste prose poetiche direi che restano entrambi. La memoria è materia viva con la quale continuamente elaboriamo il pensiero della nostra esistenza, ne cerchiamo il senso, non è dunque solo sguardo sul passato per non dimenticare, ma è contemporaneamente sguardo sul presente che permette di poter guardare al futuro, di poter pensare al futuro.  La memoria è la nostra stessa identità, è la memoria a fare di noi ciò che siamo, quindi importante è non solo lasciare memoria di sé, ma avere memoria di sé. “Corpo di fondo” è così anche una piccola tappa verso la ricerca della risposta a un’altra domanda: che cos’è la vita se la maggior parte di quanto viviamo cade nell’oblio? La scrittura è stata, quindi, il mezzo che mi ha permesso di andare oltre il mero dato biografico, attraversandolo e sfociando nel mare aperto di ciò che ci accomuna, perché ogni vita è preziosa e il suo racconto può essere di ispirazione e di stimolo per gli altri.

Da Corpo di fondo (Pequod, 2024)

La bambina guardava il padre che, con un righello e una matita, tracciava righe sui fogli bianchi del diario con la copertina di pannolenci rosso e un piccolo lucchetto dorato, così che la punta della penna vi si poggiasse e le sue parole non sbandassero, abbagliate, su quel bianco che, allora, le era terra straniera, ma proseguissero sicure il loro viaggio. Cominciava così ad imparare che la realtà si può riscrivere, che sul bianco della pagina poteva progettare se stessa e nuovi mondi. Offrire un rifugio al tempo.

*

In ciò che del giorno si consuma cerca il senso di quanto indisciolto permane. Il corpo di fondo della memoria – materia dei ricordi. Limatura del corpo e del pensiero. L’attimo che non scorre, ma va nel profondo. Un punto spazialmente e temporalmente inesteso dove tutto accade nel farsi parola di quanto ci attraversa. La perpendicolare della bellezza.

*

Conosce la fatica di ricomporre il silenzio dilaniato da parole deflagrate con spietata crudezza, nemiche del silenzio che chiama al profondo dell’ascolto, al chiaro della visione. Eppure era stata felice, ma non ricorda come, né quale felicità fosse stata più pertinente alla circolazione del sangue ora che le incertezze del cuore non le consentono di tracciarne il percorso, ma solo di ascoltarne l’eco dei passi estinguersi lungo i brulli corridoi della memoria.

*

Lucianna Argentino è nata a Roma nel 1962. Ha pubblicato i seguenti libri di poesia: Gli argini del tempo (Totem, 1991) con la prefazione di Gianfranco Cotronei; Biografia a margine (Fermenti Editrice, 1994) con la prefazione di Dario Bellezza; Mutamento (Fermenti Editrice,1999) con la prefazione di Mariella Bettarini e postfazione di Plinio Perilli; Verso Penuel (edizioni dell’Oleandro 2003) con la prefazione di Dante Maffia; Diario inverso (Manni editori, 2006), con la prefazione di Marco Guzzi; L’ospite indocile (Passigli, 2012) con una nota di Anna Maria Farabbi; il poemetto Abele (Progetto Cultura, Le gemme 2015) con la prefazione di Alessandro Zaccuri; Le stanze inquiete (La Vita Felice, 2016); Il volo dell’allodola (Edizioni Segno, 2019) con la prefazione di Gianni Maritati; In canto a te (Samuele Editore, 2019) con la prefazione di Gabriella Musetti; La parola in ascolto (Manni editori, 2021); La vita in dissolvenza (Samuele Editore, 2022) con la prefazione di Sonia Caporossi. Il 29 settembre del 2019  le è stato assegnato il Premio Caro Poeta 2018 durante la quinta edizione di “La parola che non muore” Festival a cura di Massimo Arcangeli e Raffaello Palumbo Mosca.