Sillabari (VI) – Luce | Rosaria Di Donato

Autore/a cura di:

SILLABARI

Rubrica a cura di Silvia Rosa

LUCE | ROSARIA DI DONATO

Nella mia silloge Preghiera in Gennaio la parola ricorrente è luce, spesso in contrasto con tenebra e buio sia nel senso temporale sia in quello esistenziale ma, direi, soprattutto, nel suo significato spirituale. La preghiera è da sempre quel chiarore dell’anima che può illuminare la nostra vita, il cammino da intraprendere nei giorni cupi che, inevitabilmente, ci troviamo a percorrere sia per la stagione che stiamo attraversando, magari l’Inverno come è appunto in Gennaio in cui i giorni sono freddi  e bui e le ore sembrano essere senza via d’uscita, oppure quelle fasi tristi del nostro vissuto in cui ci sentiamo prigionieri di una realtà cogente, non sempre positiva, dalla quale sembra impossibile emanciparsi. La Buona Novella è sinonimo di speranza e ha saputo ispirare anche un poeta laico quale Fabrizio De Andrè, ma anche autori come Maria Grazia Lenisa, Alba Merini, Oscar Wilde, Mario Luzi per citarne solo alcuni. Non si tratta di una scrittura confessionale, ma di una poesia ispirata, che forse non può competere con l’alta teologia di Teresa d’Avila, di Teresa di Lisieux o di Edith Stein, ma che tuttavia raccoglie il grido di un’umanità sofferente e lo trasforma in luce. C’è nel segreto dell’anima un bisogno di lucentezza che rifugge dall’opacità del male e dai giorni d’amore vuoti persi nella violenta cronaca, che sembra non lasciarci scampo, e nell’imperfezione del mondo conteso tra tradimenti e cultura di morte.

Da Preghiera in Gennaio (Macabor 2021)

germinazione

ah se dato mi fosse

d’incontrare i santi

mi aggrapperei

alle loro mani

e stringendole forte

lascerei cadere

sulla terra

quella luce

che sola trapassa

il corpo

e poi in gocce

di calore

ricade

diffondendo amore

terra promessa

iridati pensieri

duraturi orizzonti

il bene

autoritratto

rosaria azzurra marina

se non fosse il ceruleo

che dagli occhi traspare

nessuno vedrebbe l’oceano

interiore metafisica luce

che all’onda consente

il divenire

quanto errasti maddalena

audace maddalena

sciogliesti i tuoi capelli

a carezzarmi i piedi

mai seta fu più fine

e profumata

mai lacrime più dolci

fruscio d’oriente

quasi geisha

soave fu il perdono

che scivolò nel cuore

che ti (nacque) dentro

a ri-trovare il mare di spuma

e sale (sole) di onde a contenere  

i giorni a scan-dire il passo             

rinnovato del tuo andare

alla sequela ormai

del redentore

ché quelli che si perdono        

trovano dio 

Rosaria Di Donato è nata a Roma dove vive. Laureata in filosofia. Ha pubblicato cinque raccolte di poesia: Immagini (Le Petit Moineau 1991); Sensazioni Cosmiche (Le Petit Moineau 1993); Frequenze D’Arcobaleno (Pomezia-Notizie 1999); Lustrante D’ Acqua (Genesi 2008); Preghiera in Gennaio (Macabor 2021). Ha partecipato all’ eBook n. 217: Proust N.7 – Il profumo del tempo, di Aa. Vv. (La Recherche). Nel 2019 ha partecipato all’antologia poeticaBreak Point Poetry – Città Poetica”, a cura di Patrizia Chianese, nell’ambito dell’Estate Romana. Ha partecipato all’antologia Ho sete, l’Arte si fa Parola, a cura di Maria Pompea Carrabba e Ella Clafiria Grimaldi (Sarpi Arte 2020). È presente nell’antologia Sorella Morte a cura di Giovanni Dino (Fondazione Thule Cultura 2023) e con il racconto Candore  nel volume Un Magico e Prezioso Natale, Piccoli racconti per bambini di tutto il mondo, a cura di S. Conci (Macabor 2023).